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A Gaza è finito il cibo, le persone per sfamarsi cercano mangimi per animali

 

“Nella Striscia di Gaza centinaia di migliaia di persone stanno morendo di fame, e la cosa più terribile è che ormai non cercano neanche più cibo, cercano direttamente mangimi per animali; nel 2024 non possiamo permettere che accada una cosa simile”. Omar Ghraieb, di Oxfam, descrive la situazione umanitaria nella regione palestinese nel corso di un incontro a Il Cairo. A partecipare le ong attive a Gaza e una delegazione di parlamentari e giornalisti italiani giunta in Egitto per raggiungere nei prossimi giorni il valico di Rafah. A organizzare la missione, l’Associazione delle organizzazioni di cooperazione e solidarietà internazionale (Aoi) con Arci, Assopace Palestina e il sostegno dell’intergruppo parlamentare per la pace in Medio Oriente. La missione avviene mentre sono arrivati anche esponenti di Hamas nella capitale egiziana per discutere un accordo con Israele. Secondo fonti del gruppo armato, potrebbe essere “approvato entro le prossime 24 o 48 ore”, se il governo israeliano, oltre al cessate il fuoco di sei settimane, accetterà di ritirare le sue forze militari dalla Striscia. In cambio, Hamas potrebbe rilasciare parte degli ostaggi israeliani ancora tenuti a Gaza. Il gruppo chiede inoltre pieno accesso agli aiuti umanitari, per la popolazione stremata da quasi cinque mesi di guerra. In questo quadro Oxfam, continua Ghraieb, “sta rispondendo ai bisogni dei civili portando cibo e impianti di desalinizzazione per rendere l’acqua potabile. A nord offre alcuni servizi sanitari, ma resta la sfida degli sfollati: 1,8 milioni nel sud che in inverno, col freddo e senza cibo, dormono nelle tende”. Nel corso dell’incontro viene evidenziato che nei raid iniziati il 7 ottobre, dopo gli assalti dei commando di Hamas nel sud di Israele, le forze di Tel Aviv avrebbero distrutto il 50% degli edifici. Per ricostruire Gaza ad oggi servirebbero dieci anni. “La cosa più importante- l’appello di Ghraieb- è non normalizzare questa situazione: quando parliamo di 30mila vittime ricordiamoci che si tratta di persone, vite, famiglie. A cui si aggiungono migliaia di persone sotto le macerie, di cui i famigliari non riescono più ad avere notizie”.

aggiornamento crisi mediorientale ore 13.32

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