Economia e Lavoro

Commercio, consumatori e imprese tirano le somme

di Marino Marini

Dopo i dati diffusi dall’Istat, imprese e associazioni dei consumatori tirano le somme e naturalmente, visti i numeri, con sono valutazioni positive.

 

Unc, dati su vendite sempre peggiori, Paese arranca

“Il Paese arranca. Le vendite vanno sempre peggio e attestano la difficoltà delle famiglie. E fino a che le vendite restano al palo o addirittura scendono come da due mesi a questa parte, è chiaro che il Pil crescerà sempre dello zero virgola, visto che i consumi rappresentano il 60% del Pil”. Lo afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati Istat sulle vendite di luglio.

“Su base congiunturale non si salva nessuno: calano le vendite in valore e in volume, alimentari e non alimentari. Le variazioni tendenziali vanno un po’ meglio, ma solo per via degli aumenti dei prezzi. In volume, infatti, gli italiani mangiano l’1% in meno di cibo rispetto a luglio 2025, una dieta forzata a dir poco preoccupante, trattandosi della spesa più obbligata che ci sia”, sottolinea inoltre Dona.

Assoutenti, italiani tagliano acquisti, è allarme su vendite alimentari

 

“I dati Istat sulle vendite al dettaglio dimostrano in modo inequivocabile come gli italiani, per difendersi dal caro-prezzi, stiano modificato profondamente le proprie abitudini di spesa, tagliando gli acquisti”. Lo afferma Assoutenti, che lancia “l’allarme sulle vendite alimentari in Italia”.

“Il carrello alimentare delle famiglie è sempre più vuoto, e in volume si registra una contrazione delle vendite del -1% su base annua – spiega l’associazione – Al netto dell’aumento dei prezzi, è come se la totalità delle famiglie italiane avessero tagliato la spesa per cibi e bevande per complessivi 1,7 miliardi di euro annui rispetto al 2025”.

“Dai numeri dell’Istat arriva un messaggio evidente: gli italiani stanno modificando profondamente le proprie abitudini, non solo tagliando la quantità di cibi e bevande in tavola, ma dirottando gli acquisti presso i discount alimentari. Un segnale che dimostra anche come la qualità degli alimenti non sia più una priorità delle famiglie, che mettono il prezzo come elemento prioritario per orientare le proprie scelte d’acquisto”, commenta il presidente Gabriele Melluso.

Federdistribuzione, resta debolezza consumi, sostenere famiglie e imprese

“Nel mese di luglio, nonostante il periodo dei saldi estivi, i dati confermano una dinamica ancora debole dei consumi, in un contesto caratterizzato da persistenti elementi di incertezza. Le tensioni geopolitiche continuano infatti a incidere sul quadro inflattivo, alimentato in particolare dall’incremento dei prezzi dei beni energetici. Anche il lieve miglioramento registrato ad agosto del clima di fiducia di famiglie e imprese, a fronte di un andamento non brillante dei saldi estivi, non modifica un quadro che evidenzia ulteriori segnali di fragilità della domanda interna”. Lo scrive Federdistribuzione in una nota relativa ai dati diffusi dall’Istat sulle vendite al dettaglio del mese di luglio, che evidenziano a livello tendenziale una crescita a valore del +0,8% accompagnata da un calo a volume del -0,6%.

“Rimane pertanto prioritario, in previsione dei prossimi provvedimenti sull’economia del Paese, predisporre interventi mirati a sostenere la ripresa della domanda interna, destinando le risorse disponibili al rafforzamento del potere d’acquisto delle famiglie e al sostegno delle imprese. Un rilancio dei consumi nella parte finale dell’anno, momento fondamentale per stilare un bilancio complessivo sullo stato di salute della domanda interna, consentirebbe di rafforzare la crescita economica del Paese nei prossimi mesi”, aggiunge Federdistribuzione.

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