di Balthazar
Questa provocatoria quanto dolorosa dichiarazione, pronunciata da monsignor Vitaly Krivitsky, Vescovo della Diocesi di Kyev-Zhytomyr della Chiesa cattolica romana, riassume in una sola frase il baratro esistenziale verso cui sta precipitando l’Ucraina.
Mentre le bombe continuano a devastare infrastrutture e città, la minaccia più letale per il futuro del Paese non si misura in chilometri quadrati di territorio perduto, ma nella silenziosa ed inesorabile scomparsa del suo popolo.
L’emittente americana CNN ha definito la situazione demografica ucraina «la più grave al mondo», tratteggiando una nazione che rischia di trasformarsi in una terra di vedove, orfani e anziani, dove la struttura sociale stessa appare sull’orlo del collasso.
I numeri delineano una vera e propria catastrofe.
Dall’inizio dell’invasione su larga scala, l’Ucraina ha perso circa 10 milioni di persone tra caduti al fronte, civili uccisi, cittadini rimasti nei territori occupati e oltre 6 milioni di profughi fuggiti all’estero, principalmente donne in età fertile e bambini.
Il tasso di fecondità è crollato ben al di sotto dell’1,0 figlio per donna, una cifra nettamente inferiore alla soglia di rimpiazzo generazionale (fissata a 2,1) e tra le più basse mai registrate nella storia moderna. La rinuncia alla genitorialità è dovuto all’insicurezza economica, allo stress da trauma bellico e alla separazione prolungata delle coppie che stanno azzerando le nascite.
Come sottolineato dal vescovo Krivitsky, il problema economico e fiscale diventerà drammatico nel giro di un decennio. Più la guerra si prolunga, più i milioni di rifugiati si integrano nei Paesi d’accoglienza europei, iscrivendo i figli a scuola e trovando un impiego, riducendo a picco le probabilità di un loro rientro.
Con l”ingresso nella Unione Europea di un Paese delle dimensioni territoriali, demografiche ed economiche dell’Ucraina, con la piena apertura delle frontiere lavorative potrebbe accelerare la “fuga di cervelli” e la perdita di forza lavoro giovanile, aggravando la drastica crisi demografica interna.
La crisi demografica ucraina non è soltanto una conseguenza della guerra, ma ne rappresenta l’impatto a lungo termine più devastante. Rispondere all’allarme di Krivitsky e alle analisi della CNN significa prendere atto che anche una improbabile vittoria sul campo di battaglia – in questa guerra per procura dell’Occidente – rischierebbe di rivelarsi una vittoria di Pirro se, al termine del conflitto, l’Ucraina si ritroverà svuotata delle sue energie vitali e della sua gioventù.
