“Un fatto di dimensioni colossali”. Così, Romani Prodi, ex presidente del Consiglio, definisce il risultato delle elezioni in Sassonia-Anhalt che hanno portato l’Afd al 45% dei consensi. “Per la prima volta dalla fine della guerra vince un partito di destra eversiva che evoca apertamente il nazismo. E vince col 45% dei voti. Il secondo partito è staccato del 25%.Serve altro per allarmarsi?”, afferma, evidenziando che il fatto che “l’esito del voto nemmeno stupisca rende la questione ancora più grave”. “E non ci si stupisce perché il voto segue un movimento di autoritarismo che sta attraversando il mondo, da Trump a Putin, e che sta lentamente erodendo le democrazie europee – spiega – E un’Europa più debole, di questi tempi, non dispiace né a est, né a ovest. Del resto, essendo l’Europa incapace di decidere, ha perso ogni attrattività. E quindi perché votare per difenderla, se non serve a nulla? Anche l’esito del voto del referendum in Islanda è stato un segnale che andava in questo senso. E anche quello è stato sottovalutato”. “In questa situazione bisogna prestare molta attenzione ai cosiddetti ‘incidenti’. Come quando a scuola ci insegnavano dell’attentato di Sarajevo del 1914, e ripetevamo a memoria dell’arciduca, oggi io temo questo, temo l’incidente”. In Italia l’Afd “è incarnata da Roberto Vannacci che è un complemento del centrodestra”. In Italia il governo “ha celebrato l’unica cosa che poteva celebrare”, la sua durata, “non avendo ottenuto altri risultati concreti, concreti, essendo diviso su tutto al suo interno”. “Mi aspetto che l’opposizione faccia il suo mestiere non limitandosi a contrastare il governo ma proponendo un’alternativa. E questo deve avvenire prima delle primarie”, sottolinea.
