Tra Iran e Usa si registrano momenti di apertura al dialogo, e momenti di tensione e minacce. Sono ore cruciali per trovare una soluzione pacifica per una delle aree cruciali del mondo, dove le aree di influenza pesano come macigni e le aree di interesse energetico sono straordinarie. Su tutto questo si registrano l’incertezza, i dubbi e anche le paure del Presidente Trump, alle prese nel suo Paese della più grave crisi di consenso personale che abbia mai toccato. Un intervento fallimentare e non definitivo contro il regime teocratico iraniano segnerebbe la sconfitta certa per i Repubblicani alle prossime elezioni di medio termine.
“Teheran deve discutere del suo programma missilistico”
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che i colloqui con l’Iran in programma oggi a Ginevra saranno incentrati principalmente sul programma nucleare di Teheran. Allo stesso tempo Rubio ha affermato che Teheran deve negoziare sul suo programma di missili balistici. In caso contrario – ha dichiarato – ” è un grosso, grosso problema”.
Politico, consiglieri Trump preferirebbero attacco da parte Israele
Secondo due persone a conoscenza delle discussioni in corso, i principali consiglieri del presidente Donald Trump preferirebbero che Israele colpisse l’Iran prima che gli Stati Uniti lanciassero un assalto al Paese. Lo riporta ‘Politico’. Questi funzionari dell’amministrazione Trump sostengono in privato che un attacco israeliano indurrebbe l’Iran a reagire, contribuendo così a raccogliere il sostegno degli elettori americani a un attacco statunitense. “C’è chi, all’interno e all’esterno dell’amministrazione, pensa che la situazione politica sarebbe molto migliore se gli israeliani agissero per primi e da soli e gli iraniani si vendicassero contro di noi, dandoci più motivi per agire”, ha detto una delle persone a conoscenza delle discussioni.
Iran: sondaggio, per cittadini Usa è nemico ma scettici su uso forza militare
Un nuovo sondaggio AP-NORC rileva che la maggioranza degli americani considera l’Iran un nemico e vede il suo programma nucleare come una minaccia diretta per gli Stati Uniti. Circa la metà degli adulti si dice “molto” o “estremamente” preoccupata, mentre solo una minoranza esprime alta fiducia nel giudizio del presidente Donald Trump sull’uso della forza militare e sulla gestione dei rapporti con Paesi avversari. Il 61% degli intervistati definisce l’Iran un nemico degli Usa, dato in lieve aumento rispetto al 2023. Tuttavia, appena 3 americani su 10 dichiarano di avere “molta” o “abbastanza” fiducia in Trump su questioni come l’impiego della forza armata o delle armi nucleari. Le preoccupazioni attraversano entrambi i partiti, ma sono più forti tra i repubblicani e tra gli elettori più anziani. Circa 6 adulti statunitensi su 10 affermano che l’Iran è un “nemico” degli Stati Uniti, in aumento rispetto al 53% del sondaggio Pearson/AP-NORC del 2023. Circa 3 su 10 affermano che i due Paesi sono “non amici, ma non nemici”, e solo circa 1 americano su 10 considera l’Iran un Paese “amico” o “stretto alleato”. Allo stesso tempo, solo circa la metà degli adulti statunitensi sotto i 45 anni afferma che l’Iran è un nemico, rispetto a circa 7 americani su 10 di età pari o superiore a 45 anni. Esiste anche un’ampia divisione generazionale nelle preoccupazioni per il programma nucleare iraniano: solo circa un terzo degli americani sotto i 45 anni afferma di essere molto preoccupato, rispetto a circa 6 su 10 tra gli americani più anziani.
Iran: rivelazioni del Ft, Teheran offre incentivi economici a Trump per evitare
l’Iran starebbe offrendo “incentivi economici”agli Stati Uniti nel tentativo di raggiungere un accordo sul suo programma nucleare e scongiurare un attacco americano. E’ quanto rivela il Financial Times. Secondo una fonte la Repubblica islamica farà appello alla propensione di Trump per gli accordi e offrirà “incentivi” agli Stati Uniti, compresi investimenti nelle sue grandi industrie petrolifere e del gas. Un’offerta del genere sarebbe “un’importante manna economica in termini di petrolio, gas e diritti minerari, minerali essenziali e tutto il resto”, per gli Usa. Ha detto la fonte al FT. Un funzionario statunitense ha dichiarato alla pubblicazione che gli americani non hanno ancora ricevuto una proposta economica dall’Iran. “Questo non è mai stato discusso. Il presidente Trump è stato chiaro sul fatto che l’Iran non può possedere un’arma nucleare né la capacità di costruirne una”, ha detto. Un’altra fonte ha spiegato che l’Iran sta traendo insegnamento dalla situazione in Venezuela, dove gli Stati Uniti hanno cercato di accedere alle vaste riserve di petrolio del Paese dopo aver catturato il presidente Nicolas Maduro in un raid notturno il mese scorso.
Iran: Pezeshkian ribadisce, non vogliamo avere armi nucleari
Infine il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ribadito che Teheran non intende sviluppare armi nucleari e di non avere piani in merito. “Gli oppositori affermano che l’Iran non dovrebbe cercare di ottenere armi nucleari, ma noi abbiamo ripetutamente affermato che non lo vogliamo”, le sue parole riportate da Tasnim.
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