È un altro pezzo dell’Europa che si sbriciola”. Lo dice Carlo Calenda, leader di Azione, in una intervista al Corriere della Sera in cui sottolinea la preoccupazione della vittoria di Afd in Sassonia-Anhat.
“Tra l’AfD, Le Pen, Vox che andrà in coalizione con i popolari, e Trump e Putin che tifano i partiti sovranisti perché sono contro l’Europa, il pericolo è reale. Senza Unione federale rischiamo di diventare una colonia: degli Stati Uniti, della Russia, della Cina”, afferma, specificando che in questo contesto “Meloni non gioca alcun ruolo”.
In merito al Campo largo, “la cosa che colpisce è che non ci sia nessuna riflessione della sinistra sul fatto che le politiche del “Green deal abbiano provocato una fortissima flessione industriale”. Insomma, il Green deal, per come è stato congegnato, è una delle cause della messe di voti all’AfD, ma il Campo largo continua a stare appresso a Bonelli e alle sue sciocchezze – sottolinea – Vogliamo dirci la verità? La sinistra è corresponsabile della crisi della civiltà occidentale. In America per il woke, in Italia per la discussione vacua sui diritti e nessuna attenzione alla sicurezza”.
“Abbiamo bisogno di una mobilitazione straordinaria per salvare l’Europa. O realizziamo questo costruendo un fronte europeista oppure perderemo con l’Europa la nostra libertà”, prosegue.
In merito al Pd che ‘vorrebbe’, Calenda risponde: “Per fare cosa? Non hanno neppure un programma. Azione ricostruirà il centro europeista per fermare il bipolarismo”. Il leader di Azione specifica inoltre che “se Meloni si alleasse con Vannacci a quel punto per tutti — anche per Forza Italia che non potrebbe seguirla su questa strada — si porrebbe la questione di bloccare l’andata al governo di un neofascista putiniano. Non credo, però, che questo scenario si realizzerà: sono abbastanza convinto che Meloni preferisca perdere le elezioni piuttosto che diventare la portaborse di Vannacci”.
