La guerra di Putin

Meloni, resistenza Kiev ha fatto riscoprire patriottismo a molti europei

Foto Roberto Monaldo / LaPresse 13-05-2023 Roma Politica Palazzo Chigi - Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni incontra il Presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky Nella foto Volodymyr Zelensky, Giorgia Meloni 13-05-2023 Rome (Italy) Politics Chigi palace - Prime Minister Giorgia Meloni meets the President of Ukraine Volodymyr Zelensky In the pic Volodymyr Zelensky, Giorgia Meloni

“Il tentativo russo di conquistare Kiev ha risvegliato l’Europa da un lungo torpore e dalla illusione che fosse al riparo dai grandi rischi del passato. La guerra in Ucraina ha dimostrato che la storia si è tutt’altro che fermata e che è finita l’era nella quale il Vecchio Continente poteva delegare ad altri la propria sicurezza. Nonostante molte contraddizioni e tentennamenti, l’Europa ha saputo reagire in modo ben più determinato di quanto ci si potesse immaginare, sicuramente più di quanto Mosca si aspettasse. Ed è vero che l’incredibile resistenza ucraina ha fatto riscoprire a molti europei il senso dell’identità e del patriottismo”.

In questi anni sostegno a Kiev per difendere Roma

 

– “Per me in questi anni sarebbe stato elettoralmente più vantaggioso non sostenere l’Ucraina, piuttosto che farlo. Solo che io non ho sostenuto l’Ucraina per Kyiv, io ho sostenuto l’Ucraina per Roma. Perché, come ho detto molte volte, l’Italia avrebbe tutto da perdere in un contesto internazionale in cui vengono meno le regole della pacifica convivenza tra le nazioni e torna a prevalere la legge del più forte. E, purtroppo, un assaggio di quello scenario lo stiamo avendo in questi anni”.  Alla domanda ‘sarebbe disposta a stabilire una regola per la futura coalizione: nessuna alleanza con i finti patrioti che votano contro il sostegno all’Ucraina?’, la premier risponde “Giorgia Meloni non è certamente disposta a fare il contrario di quello che ha fatto finora, o di quello in cui crede, per calcolo politico o elettorale. Io sono una persona seria, e non sono buona per tutte le stagioni. Chi cerca un premier che cambia idea in base al sostegno di questo o quel partito, sempre e solo per tornaconto personale, deve rivolgersi altrove”.

 

Meloni, Afd? non servono cordoni sanitari, ma affrontare questioni

– “Da anni, in Europa sono cresciuti quei movimenti politici che pongono in primo piano la difesa dell’identità, il contrasto all’immigrazione illegale di massa, il pericolo dell’islamizzazione dell’Europa. Nei confronti di questi movimenti, molto spesso la reazione dell’establishment è stata quella di provare a creare dei ‘cordoni sanitari’, non invece di affrontare nel merito le questioni. Come si vede, è una strategia che non funziona. Funziona, invece, ascoltare quelle istanze e rispondere. E’ quello che sta facendo il centrodestra in Italia, con soluzioni serie e non demagogiche: in tema di lotta all’immigrazione clandestina, di difesa dei confini, di tutela delle fasce più fragili, di attenzione alle periferie, di centralità del lavoro. Da noi il contesto politico è radicalmente diverso da quello che vediamo in Germania e in altre Nazioni”.

Ue: non sono d’accordo con Draghi, soluzione non è maggiore integrazione

 

– Draghi e l’Europa federale? “Non sono d’accordo: non credo che la soluzione sia maggiore integrazione”. Così il presidente del Consiglio in un’ intervista a Il Foglio. “Il meccanismo di funzionamento dell’Unione europea si è dimostrato inadeguato ad affrontare le grandi sfide della nostra epoca. Sono felice che ora siamo tutti d’accordo sul fatto che serva un cambio di passo, perché quando lo dicevano noi venivamo tacciati di antieuropeismo. Non credo però che la soluzione sia cercare ancora più integrazione europea o il superamento dell’unanimità o l’Europa federale che supera gli Stati nazionali, e quindi non sono d’accordo con Mario Draghi. Insieme alla famiglia dei conservatori europei, ho sempre ritenuto che serva l’esatto opposto, ovvero un modello di Europa confederale, nel quale gli Stati membri mantengano ampia sovranità ma interagiscano in modo più efficace sulle materie di rilevanza strategica. È una visione che sta prendendo sempre più piede, tanto che ora diversi stati membri invocano il ricorso alla cooperazione rafforzata”.

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