La guerra di Putin

Macron e Zelensky, tanti impegni, ma pochi numeri sulle truppe da inviare in Ucraina 

Quante sono le nazioni europee disposte effettivamente  a inviare le proprie truppe in Ucraina per garantire la sicurezza di Kiev?

Teoricamente ci sono 26 Paesi dei circa 30 aderenti alla Coalizione dei Volenterosi e il 5 settembre  Zelensky ha rivelato che nell’ambito delle “garanzie di sicurezza”, i Paesi stranieri saranno disposti a inviare migliaia (sic) dei loro militari in Ucraina.

Ma nell’incontro  con il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, il leader ucraino ha detto che è ancora presto per parlare dei dettagli delle garanzie di sicurezza, ma il piano esiste già.

Anche per Ursula von der Leyen l’Europa starebbe elaborando “piani piuttosto precisi” per un dispiegamento multinazionale di truppe in Ucraina come parte delle garanzie di sicurezza nel periodo post-bellico.

Dichiarazione  criticata dal ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius il quale ha affermato.  “ Sarei più cauto nel commentare o confermare in qualsiasi modo tali considerazioni, a parte il fatto che l’Unione europea non ha alcun mandato né alcuna competenza per quanto riguarda il posizionamento di truppe”.

 Solo Macron ha rivelato il numero di nazioni disposte a inviare forze militari (aeree, navali e anche terrestri a quanto pare) in Ucraina,, cioè 10 mila militar  presumibilmente europei, anche se ha aggiunto che è presto per parlare di numeri, anche se  è stato lui a parlarne. Inoltre resta da vedere se l’ennesima crisi del Governo francese inciderà sulle sue bellicose intenzioni,

Comunque è difficile D ritenere che queste forze possano essere schierate anche dopo un accordo di pace, poiché Mosca è disposta a negoziare, ma ha posto alcune condizioni tra le quali l’assenza di forze e basi di nazioni alleate di Kiev .E mentre Putin ha dichiarato che queste truppe  verrebbero considerate “obiettivi legittimi” dai militari russi.

Il 6 settembre Zelensky da Copenhagen si è allargato scrivendo su X  che al fianco di Kiev c’è tutta l’Europa libera, l’America, il Canada, il Giappone, l’Australia, la Nuova Zelanda e altri partner in tutto il mondo

Nel frattempo  Italia e Germania hanno ribadito più volte l’indisponibilità a schierare forze militari e la  Polonia neppure dopo un accordo di pace, mentre  la Slovenia si è detta disponibile  solo sotto mandato ONU o in seguito a un accordo unanime nella UE. Eventi improbabili perché all’ONU il veto di Russia (e forse anche Cina) sarebbe automatico.

Netta e pubblica invece l’ opposizione di Slovacchia e Ungheria e probabilmente di altre nazioni, fra le quali la Bulgaria per la quale dovrà decidere il suo Parlamento.

La Romania  non invierà truppe, ma è pronta a sostenere le operazioni di mantenimento della pace dopo un eventuale accordo finale o un cessate il fuoco.  La  Grecia invece non prevede l’invio truppe. Anche  la Croazia  esclude l’invio di soldati contrariamente alla Lituania pronta a contribuire alla missione di pace.

La Svezia  è pronta a contribuire a anche attraverso il proprio supporto militare ma dispone solo di 6.800 militari , né è noto  quante navi della Reale Marina svedese potranno venir ttasferite dal Mar Baltico al Mar Nero.

Resta da comprendere se i leader delle nazioni citate abbiano rilasciato dichiarazioni tranquillizzanti per l’opinione pubblica interna mentre di fatto si preparino a fare il contrario di quanto affermato o se invece Macron e Zelensky abbiano fornito numeri non attendibili.

In ogni caso quello che manca  è la chiarezza nei confronti dei cittadini europei  non solo sul numero complessivo dei soldati,  ma anche i nomi delle nazioni “volenterose” pronte a inviare le proprie truppe in Ucraina.

E comunque quali siano questi piani “precisi” indicati dalla Von der Leyen che dovrebbero essere già noti alle Cancellerie europee, comprese la nostra che bene o male, dovrà pur tenere coto del fatto che in Italia esiste ancora un parlamento e una Costituzione.

GiElle

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