Economia e Lavoro

Ex Ilva, monito dei sindacati: “Tempo scaduto, governo disinneschi bomba sociale”

Foto LaPresse - Cosimo Calabrese 5/8/2015 Taranto Cronaca Lo stabilimento siderurgico Ilva di Taranto. Entro la fine della settimana riprenderà la produzione dell'altoforno 1 dopo i lavori di ambientalizzazione e 300 operai torneranno al lavoro. Photo LaPresse - Cosimo Calabrese 5/8/2015 Taranto (Italy)llva, steel plant in Taranto. By the end of the week it will restart his production after extraordinary maintenance on blast furnace number 1 and 300 workers will return to work.

 

“Il tempo è scaduto. Il Governo convochi immediatamente un incontro a Palazzo Chigi”. Così le Rsu Fim, Fiom, Uil, e Usb di Taranto: “Serve una risposta politica e industriale all’altezza della gravità della situazione. Chiediamo un intervento straordinario per Taranto per tutelare tutti i lavoratori, quelli di Acciaierie d’Italia in AS, di Ilva in AS e del’intero indotto. Servono garanzie occupazionali, strumenti sociali adeguati, tutela del reddito e misure previdenziale ad hoc per i lavoratori, insieme a un piano concreto di reindustrializzazione per Taranto”.

Oggi – si legge in una nota unitaria – si è riunito all’interno dello stabilimento ADI di Taranto il Consiglio di Fabbrica straordinario delle Segreterie e delle RSU di Fim, Fiom, Uilm e Usb a seguito della decisione assunta dalla Corte d’Appello di Milano, che ha rigettato l’istanza di sospensione dell’efficacia esecutiva, proposta da Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria e Ilva in Amministrazione Straordinaria, rispetto al decreto del 27 luglio scorso che dispone la fermata dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto entro il termine fissato del 28 ottobre. “La decarbonizzazione e la transizione ecologica – affermano i sindacati – non possono diventare sinonimo di dismissione, perdita di posti di lavoro e desertificazione industriale. Taranto ha bisogno di un progetto industriale credibile, finanziato e vincolante, capace di tenere insieme salute, sicurezza, ambiente e lavoro. Non accetteremo che il peso delle responsabilità delle istituzioni accumulate negli anni venga scaricato ancora una volta esclusivamente sui lavoratori, il Governo deve assumersi fino in fondo la propria responsabilità a partire dal blocco dei licenziamenti dei lavoratori dell’appalto sulla quale pende una informativa di procedura di licenziamenti collettivi”. “Per tali ragioni – affermano – nella giornata di lunedì 14 settembre, presso la portinerie delle imprese, abbiamo indetto l’assemblea con i lavoratori dell’appalto in cui saranno decise e metteremo in campo le iniziative di mobilitazioni al fine di impedire l’avvio di procedura di licenziamento collettivo. Inoltre, subito dopo l’incontro con il Governo a Palazzo Chigi, Fim, Fiom, Uilm e Usb convocheranno le assemblee con tutti i lavoratori per illustrare gli esiti del confronto, discutere e decidere insieme le prossime iniziative al fine di garantire un intervento straordinario che metta in sicurezza tutti i lavoratori. Il rischio di una crisi sociale senza precedenti è concreto, le informative e le procedure di licenziamento nell’indotto hanno già coinvolto migliaia di lavoratori. Infine, crediamo necessario ribadire per evitare inutili strumentalizzazioni che le nostre iniziative di mobilitazioni non saranno rivolte verso la decisione della Corte di Appello di Milano ma bensì verso tutti i governi che si sono succeduti in questi 14 anni sulla vertenza ex-Ilva e che hanno l’esclusiva responsabilità di quanto sta avvenendo in queste ore”. “Taranto assieme ai lavoratori non può essere lasciata sola. Il Governo deve intervenire con strumenti straordinari per disinnescare la bomba sociale e garantire una prospettiva industriale al territorio. Il tempo è scaduto. Ora servono decisioni”, concludono.

Aziende indotto a sindacati, riprende iter licenziamenti

 

Le imprese dell’indotto hanno inviato una mail alle organizzazioni sindacali per comunicare che “a seguito delle ultime novità circa l’improrogabile stop produttivo dell’area a caldo del sito industriale ex Ilva di Taranto”, le aziende associate all’Aigi intendono riprendere “sin da subito l’iter previsto dalle procedure per il licenziamento collettivo”. È quanto si apprende da fonti sindacali. La comunicazione ai sindacati era stata inviata via pec ai sindacati con una precedente Pec e temporaneamente sospeso in attesa della sentenza del Tribunale di Milano.

RED

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