Roma Capitale

Omicidio Cesaroni: sorella Simonetta, in casa c’era qualcuno nascosto

“Nella casa di via Poma c’era qualcuno nascosto”. Lo sostiene Paola Cesaroni, sorella di Simonetta, in un’intervista a Repubblica alla vigilia dell’uscita del libro “In nome della verità”, scritto con Igor Patruno. A 36 anni dall’omicidio Paola torna sui misteri rimasti senza risposta. “C’erano tre strisce di sangue dietro la porta, poi sono sparite: o è stato il killer o uno che era già lì per ripulire”, racconta. Secondo Paola, nell’ufficio degli Ostelli poteva esserci qualcuno nascosto mentre lei scopriva il corpo. “È un pensiero che ancora mi dà i brividi. L’ufficio era grande. Poteva nascondersi e, quando siamo scesi, finire di cancellare le tracce”. C’è lo sconosciuto comparso quella sera. “Giovane, occhiali, capelli scuri. Pensai fosse un assistente sociale. Disse: ‘Il peggio deve ancora venire’. In Questura mi dissero che non era uno di loro. Non abbiamo mai scoperto chi fosse”. Paola ricorda più volte i dubbi sulle chiavi dell’ufficio e sui tempi del ritrovamento, oltre all’ingresso di un dirigente degli Ostelli nell’ufficio sotto sequestro. Ora guarda con fiducia alla nuova indagine. “Vedo un grande impegno del procuratore Lo Voi e del pm Lia. Restano 70 persone per le quali abbiamo chiesto la prova del Dna, da confrontare con quanto ritrovato oggi. Sono fiduciosa”. E conclude ricordando Simonetta: “Il sorriso di mia sorella. Una ragazza che aveva tutta la vita davanti”.

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