Economia e Lavoro

Fisco: Bankitalia, a luglio +7,5% entrate tributarie a 73,5 mld. Giù il debito pubblico

A luglio le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 73,5 miliardi, in aumento del 7,5% (5,2 miliardi) rispetto al corrispondente mese del 2025 anche per effetto del versamento una-tantum di un’imposta sostitutiva per l’affrancamento di alcune riserve indisponibili delle banche. Lo rileva la Banca d’Italia nella pubblicazione statistica ‘Finanza pubblica: fabbisogno e debito’. Nei primi sette mesi del 2026 le entrate tributarie sono state pari a 334,4 miliardi, in aumento del 2,7 per cento (8,8 miliardi) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Poi Banca d’Italia si occupa anche di debito pubblico.

A luglio debito pubblico cala a 3.205,8 mld

Lo scorso luglio il debito delle Amministrazioni pubbliche è diminuito di 1,5 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 3.205,8 miliardi. Lo rileva la Banca d’Italia nella pubblicazione statistica ‘Finanza pubblica: fabbisogno e debito’. Il decremento, si sottolinea, riflette l’avanzo di cassa (16,1 miliardi), parzialmente compensato sia dall’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (14,0 miliardi, a 75,7) sia dall’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (0,5 miliardi).

Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, la diminuzione del debito è imputabile a quella osservata per le Amministrazioni centrali (1,1 miliardi) e per le Amministrazioni locali (0,3 miliardi). Il debito degli Enti di previdenza è rimasto invariato. La vita media residua del debito – immutata rispetto al mese precedente – è risultata pari a 7,9 anni.

La quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia ha continuato a diminuire, collocandosi al 16,6 per cento (dal 16,7 del mese precedente). A giugno (ultimo mese per cui questo dato è disponibile) quella detenuta dai non residenti è aumentata al 36,1 per cento e quella detenuta dagli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) è aumentata al 14,6 per cento (dal 35,9 e dal 14,5 per cento, rispettivamente).

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