Roma Capitale

Dopo le mancate Olimpiadi nuova delusione per Roma

Capitale bocciata, Mondiali 2029 e 2031 a Nairobi e Monaco di Baviera

Doloroso come uno strappo muscolare in piena corsa. Roma si è vista evaporare a pochi metri dal traguardo il sogno di poter organizzare i Mondiali di atletica. Niente edizione 2029 e neppure quella del 2031: gli ultimi anni di carriera di una generazione azzurra mai così vincente non transiteranno nel catino di un Olimpico iridato.

Non è bastata la garanzia governativa di circa 100 milioni a convincere il panel di valutazione della World Athletics sulla bontà della proposta. La federazione internazionale ha scelto un percorso diverso, optando tra quattro anni per Nairobi – così da allargare per la prima volta i confini iridati in terra d’Africa – e scegliendo un ‘usato sicuro’ come Monaco di Baviera per il 2031. Un brutto colpo per l’intera atletica italiana e il suo movimento che sull’onda dei trionfi agonistici in serie di un movimento tricolore in continua crescita, sembrava avesse le carte migliori per vincere la concorrenza. Tra gli sconfitti della sfida c’è anche Londra, che la rassegna iridata l’aveva organizzata già nel 2017 così come Roma che ospitò la seconda edizione della rassegna, nel 1987.

Nell’ambiente federale non si nasconde amarezza e rammarico per la ‘sconfitta’. “Il progetto Roma era solido, credibile e all’altezza dei più importanti standard internazionali. Abbiamo fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità e sono orgoglioso del lavoro svolto da tutte le persone che hanno contribuito alla candidatura. Dopo gli straordinari successi della nostra atletica nelle ultime sei stagioni internazionali, il rammarico è soprattutto per questa favolosa generazione di ragazze e ragazzi che avrebbe meritato di concludere la propria carriera nel contesto di un Mondiale nel proprio Paese”, è stato il commento del presidente della Fidal, Stefano Mei, che ha comunque ringraziato il Governo italiano e tutte le istituzioni per il sostegno “pieno e convinto che hanno assicurato alla nostra candidatura” dimostrando “quanto il nostro Paese creda nell’atletica e nella capacità dell’Italia di organizzare grandi eventi internazionali”.

Sul no a Roma può aver pesato l’organizzazione degli Europei 2024, tinti d’azzurro ma comunque con spalti semivuoti eppure per la World Athletics le scelte, soprattutto quella sul Kenya, ha radici ‘politiche’. “Abbiamo oltre 200 federazioni affiliate e una responsabilità – ha spiegato il presidente Sebastian Coe, in carica fino al settembre 2027 dopo i Mondiali di Pechino –. Andare in aree dove il nostro sport può ancora crescere. Il Kenya ha grande tradizione e tanta passione. E tra il 2027 e il 2031, con tre Mondiali, saremo in tre Continenti”.

Una opzione che è in tendenza con le prossime rassegne iridate indoor cvhe si svolgeranno a Bhubaneswar, in India, nel 2028, e ad Astana, in Kazakistan, nel 2030. C’è rammarico per il no a Roma anche da parte del Coni presieduto da Luciano Buonfiglio che interpreta la bocciatura come una scelta legata a dinamiche che esalano dalla bontà della candidatura. “Quando gli organismi internazionali assegnano l’organizzazione di un mondiale o di un europeo ci sono tante componenti. Io ho fatto parte della federazione mondiale di canoa e a volte non si sceglie quello che ha i migliori requisiti ma per altri motivi, per un messaggio al continente o per dare supporto a una via di sviluppo per Paesi che riteniamo ancora in fase di sviluppo”, ha detto il numero uno dello sport italiano che non vede per Roma riflessi negativi. “Dispiace ma cercheremo di afre altri aventi che valorizzino l’Olimpico e l’atletica italiana”.

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