Cronaca

Milano: 240mila tonnellate di rifiuti plastici abusivi, 58 mln di profitti, commissariato Consorzio Corepla

di Francesco Floris

(LaPresse) – “Rifiuti” plastici “miscelati con altri, anche industriali” all’interno di siti di stoccaggio privi di “manutenzione”. Il Tribunale di Milano ha disposto la misura dell’amministrazione giudiziaria del Corepla – il Consorzio Nazionale per la Raccolta il Riciclo e il Recupero degli imballaggi in plastica che conta 2.500 società consorziate e 7.534 Comuni convenzionati – per “agevolazione colposa” di reati ambientali: secondo il pubblico ministero Paolo Storari e il nuovo aggiunto a capo della Direzione distrettuale antimafia, Roberto Calogero Piscitello, non avrebbe vigilato sulle attività di una delle aziende associate, gravata da pesanti sospetti. Si tratta della società Synextra spa di cui 8 fra manager e lavoratori sono accusati a giugno del reato di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti e che ora rischiano un processo. Il decreto è stato eseguito mercoledì mattina dagli uomini della Direzione investigativa antimafia di Milano e quelli del reparto operativo del comando carabinieri per la Tutela ambientale e la Sicurezza energetica di Roma. E’ un provvedimento che “assume particolare rilievo” perché si tratta della “prima” volta in Italia – segnala in una nota il Procuratore di Milano, Marcello Viola – che la misura di prevenzione dell’amministrazione giudiziaria viene fondata sulle nuove regole introdotte dal decreto legge ‘Terra dei fuochi’, approvato ad agosto 2025, e che ha inasprito le sanzioni penali e amministrative per i reati ambientali e il traffico illecito di rifiuti.

Secondo la Procura attorno alla Synextra sarebbe stata “organizzata” un’attività di “gestione abusiva” dei rifiuti che, dal 2023 al 2025, ha generato un “profitto” di oltre 58,3 milioni di euro in due anni. Le analisi qualitative sugli scarti sarebbero state manipolate per far sì che almeno 240.916 tonnellate di materiali di matrice plastica potessero accedere illecitamente alla “classificazione” denominata come ‘End of waste’: il processo – tecnico e legale – attraverso il quale un rifiuto smette di essere tale e, dopo le operazioni di recupero-riciclaggio, può essere trasformato in un nuovo prodotto o in una materia prima secondaria. Le indagini avrebbero dimostrato che gli impianti di trattamento per i rifiuti della “filiera Corepla” di Synextra sono pieni di “criticità” a causa dei “sovrastoccaggi” di materiali. Altre accuse sono collegate agli “spostamenti” dei rifiuti dall’impianto di Corsico, nel milanese, a un secondo centro dentro la città di Milano. A Corsico sarebbero state realizzate “aree di deposito non previste nell’autorizzazione ambientale” oltre a “carenza di manutenzione” e la “sistematica attività di ostacolo alle attività ispettive” si legge nelle 46 pagine del decreto. I giudici della sezione misure di prevenzione (collegio Pendino-Cucciniello-Profeta) hanno dato ragione alla Procura quando sostiene – anche in base alle intercettazioni – che i responsabili del Consorzio con un giro d’affari da 945 milioni di euro hanno “sistematicamente ignorato le implicazioni di natura penale e i risvolti di potenziale illiceità che tali violazioni comportano”. Il Corepla, assistito dall’avvocato Alfredo Quattrocchi, e i suoi dirigenti non sono tecnicamente indagati. Rispondono però, in base alle norme del codice antimafia, per quello che avrebbero dovuto e potuto fare per impedire gli illeciti e invece non hanno fatto. Come amministratore giudiziario del Consorzio è stato nominato il dottor Luigi Giovanni Saporito, commercialista 62enne incaricato di presentare entro 30 giorni una “relazione particolareggiata” che esamini la “idoneità” dei modelli organizzativi del Corepla per prevenire reati ambientali. In particolare con riferimento ai centri di selezione e stoccaggio della plastica. Tra i vari compiti che gli sono stati assegnati da svolgere, affiancando in un “tutoraggio” gli organi sociali del Corepla, dovrà anche “rivedere” e valutare tutti i contratti e le convenzioni in essere. Una prima udienza di verifica è già stata fissata dai giudici per il 15 dicembre.

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