di Wladymiro Wysocki. (*)
Lunedì 14 luglio, il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, incontra i familiari del bracciante di Latina Satnam Singh morto, o meglio dire ucciso, tragicamente lo scorso anno.
Una storia che va oltre al normale incidente sul lavoro, una totale mancanza di umanità che ha scosso tutta l’Italia per la brutalità e la freddezza di un titolare che lascia davanti casa il suo operaio mutilato e dilaniato dalle ferite dell’attrezzatura di lavoro.
Il caso è avvenuto il 19 giugno del 2024 nei campi dell’Agro Pontino, Latina, dove si è svolta una delle più crudeli scene che la mente umana possa immaginare lontano persino dalle fantasie cinematografiche.
Abbandonato davanti casa con il braccio staccato messo dentro a una cassetta della frutta.
Quale orrore peggiore può pensare la mente umana malata e quanta crudeltà verso il prossimo.
Da qual tragico giorno il settore dell’agricoltura è stato fortemente attenzionato per storie di vita di caporalato e condizioni di totale sfruttamento con situazioni ben lontane dalla dignità della persona.
Una barbarie che dovrà essere bandita con interventi straordinari tra controlli, ispezioni e vigilanza attiva nei territori.
Nella stessa giornata purtroppo il settore dell’agricoltura si macchia di una nuova tragedia, una donna di 44 anni muore schiacciata dal trattore.
L’incidente accade verso le 11:40 del mattino in una azienda agricola di Volania (Comacchio), in provincia di Ferrara nei pressi di Lagosanto.
La vittima è una donna di nazionalità romena rimasta schiacciata tra il trattore e un carrello mentre stava operando nel campo.
Dalle prime analisi della dinamica degli eventi, sembra che la donna abbia lasciato innestata la marcia del mezzo agricolo e sia scesa per effettuare un lavoro sulle piante.
Il mezzo così ha continuato a camminare a bassa velocità causando però l’incidente travolgendola e schiacciandola al carrello adiacente.
Questa è l’analisi di una prima valutazione ma gli accertamenti sono in corso anche per capire se si tratti di un malfunzionamento del mezzo o una procedura di lavoro errata.
Stesso settore, stessa tragica dinamica, stesso giorno, ci troviamo a Patti nella Provincia di Messina.
Biagio Rizzo, 37 anni, originario di Montalbano Elicona nella mattina ha perso la vita mentre conduceva il trattore per le operazioni di pulizia dei campi.
A causa di un dislivello del terreno, l’uomo avrebbe perso il controllo del mezzo mentre lavorava nel noccioleto che si è ribaltato schiacciando il giovane lavoratore, nessun soccorso è stato utile per salvagli la vita.
L’Inail ha recentemente pubblicato i nuovi dati Open data sull’andamento degli infortuni, incidenti e malattie professionali, e da quello che emerge sull’aggiornamento al 31 maggio sul totale di 247.681 incidenti nel settore dell’agricoltura risultano 561 denunce e su 386 indicenti con esito mortale era solo 1 caso, ad oggi aumento a 3.
Mi avvalgo della possibilità di errore, poiché oggi i dati sono in costante aggiornamento.
Purtroppo, sono sempre situazioni che ci fanno ribalzare ai soliti discorsi dove ancora la prevenzione e sicurezza sul lavoro è un tema troppo secondario alle necessità lavorative.
La cultura della sicurezza, una nuova mentalità, una educazione al lavoro sano, mettere il lavoratore nelle condizioni di benessere lavorativo, pianificare le singole attività, effettuare una vera formazione e addestramenti specifici, sono tutti argomenti che ogni volta escono fuori.
Ma poi ogni giorno ci troviamo a fare i conti con le stesse tematiche, le stesse situazioni, e ci rendiamo conto che per quanto si cerchi di affrontare e stilare nuove leggi, norme, decreti nel mondo del lavoro gli incidenti accadono con le stesse dinamiche.
Questo perché non si è riusciti a fare breccia nella mentalità dei datori di lavoro, degli imprenditori e nemmeno dei lavoratori.
Che la sicurezza sul lavoro debba partire dai banchi di scuola è una realtà oggi con la legge approvata nell’inserimento della materia nel percorso delle 33 ore dell’educazione civica.
Una realtà ancora troppo timida perché merita di essere una vera e propria materia scolastica per tutti i gradi dell’istruzione scolastica.
Lo studente di oggi è il lavoratore, il datore di lavoro, l’imprenditore di domani che vanno formati ma soprattutto portati alla consapevolezza dei rischi del lavoro.
Un lavoro che oggi è in continua evoluzione con mezzi sempre all’avanguardia e spesso la formazione non è al medesimo passo.
Parliamo di intelligenza artificiale, sicuramente uno strumento validissimo da poter sfruttare al meglio per la previsione e le analisi dei rischi e pericoli, per una maggiore efficacia nella formazione ma in attesa della sua applicazione fermiamoci ad aspetti più semplici e pratici.
Se ad oggi mettessimo in pratica la moltitudine degli aspetti normativi e procedurali del lavoro avremmo dato una sterzata netta a questa tendenza quotidiana di drammi.
Stiamo sempre alla ricerca di un qualcosa in più ma se cominciassimo semplicemente a capire cosa stiamo facendo e come, se riflettessimo sulle dinamiche, se fossimo più concentrati nel lavoro e meno distratti da altro avremmo la soluzione in mano.
In un riassunto più chiaro e netto, se usassimo il buonsenso in molte situazioni avremmo salva la vita senza ricorrere ad articoli o procedure particolari, ma questo manca perché ormai non siamo più portati a ragionare e pensare.
Per questo dobbiamo ricominciare dall’inizio, dai banchi di scuola portare i ragazzi di oggi a pensare alle conseguenze di quello che si sta facendo.
L’incidente è un istante dal quale non si può tornare indietro, diamo valore a quell’istante con un ragionamento.
Un istante che può cambiare la vita.
(*) Esperto di sicurezza sul lavoro
