In Trentino 54 persone convivono con la Sla. Lo rende noto Aisla Trentino Alto Adige alla vigilia della XIX Giornata nazionale Sla. “In Trentino Aisla non è arrivata con una sede da inaugurare – ha raccontato Francesca Valdini -. Dopo la diagnosi a mio papà Riccardo ho scoperto che sul territorio non c’era un riferimento associativo specifico. Mio padre desiderava che quanto avevamo vissuto potesse servire agli altri. Oggi posso dirgli: obiettivo raggiunto, papà. Ma ogni nuova famiglia che ci cerca ci ricorda che quella promessa ricomincia da capo”. Sono passati 17 anni e oggi Aisla può contare su volontari attivi che hanno realizzato 70 sedute gratuite di fisioterapia specializzata. A queste si aggiungono ascolto e orientamento, counseling, supporto psicologico, gruppo di auto mutuo aiuto, consulenza fisioterapica anche a domicilio, addestramento dei caregiver all’uso degli ausili, trasporto attrezzato, prestito di dispositivi disponibili e aiuto nei problemi quotidiani. “Aisla è stata accanto alla nostra famiglia durante la malattia di mio padre e restare è stato il modo più naturale per restituire ciò che avevamo ricevuto: qui il sostegno non finisce con una storia, diventa cura per qualcun altro”, ha sottolineato Anna Borzaga, figlia di Carlo Borzaga, tra i maggiori studiosi italiani dell’economia sociale, scomparso nel 2024 dopo aver conosciuto la Sla.
