La guerra di Putin

Raid record con 1.100 droni sull’intero territorio russo: Mosca promette una ritorsione devastante

Flame and smoke is seen rising from Moscow's oil refinery in the south east of the city following a largescale Ukrainian drone attack, Sunday, Sept. 20, 2026. (UGC via AP)

Il massiccio attacco sferrato dalle forze armate ucraine con oltre 1.100 droni a lungo raggio — di cui ben 450 diretti verso la regione metropolitana di Mosca — segna uno dei momenti di massima escalation dall’inizio del conflitto.

 

L’operazione di saturazione aerea, che ha colpito la storica raffineria di Kapotnya e paralizzato a lungo il traffico aereo negli scali di Domodedovo e Zhukovsky, si è svolta in concomitanza con la tornata elettorale in corso nella Federazione Russa.

La risposta istituzionale del Cremlino è stata immediata e sferzante: il sindaco della capitale Sergei Sobyanin e i portavoce governativi hanno bollato l’azione come un “atto di terrorismo di massa” mirato a destabilizzare la vita civile e condizionare il processo politico.

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Al di là della retorica ufficiale, le valutazioni che filtrano dagli ambienti della difesa e dai canali legati ai servizi d’intelligence indicano la preparazione di una contromisura di proporzioni senza precedenti.

Analisti militari citati da agenzie internazionali come Reuters ed Institute for the Study of War (ISW) evidenziano come la leadership delle forze armate russe stia elaborando una risposta asimmetrica ad altissima intensità. Secondo fonti vicine al Ministero della Difesa di Mosca, nonostante i sistemi di difesa aerea abbiano abbattuto la maggior parte dei vettori in rotta di avvicinamento, la violazione dello spazio aereo della capitale e i danni logistici arrecati alle infrastrutture energetiche impongono un “cambio di passo operativo”.

 

La stampa estera autorevole — con approfondimenti apparsi su quotidiani come Le Figaro ed elaborazioni del think tank Responsible Statecraft — evidenziano come l’intelligence russa stia individuando la mappa dei bersagli per la imminente ritorsione. Tra gli obiettivi primari non figurano più soltanto i nodi di smistamento elettrico o le condotte del gas, ma i centri di comando e controllo a Kiev, compresi i quartier generali operativi dello Stato Maggiore ucraino e gli stabilimenti segreti impiegati per l’assemblaggio dei droni a lungo raggio.

Nelle ultime ore, le forze aeree di Mosca hanno incrementato la presenza di bombardieri strategici nelle basi avanzate e predisposto salve di missili ipersonici e da crociera. La prospettiva delineata dagli esperti di sicurezza militare è quella di un attacco combinato volto ad azzerare la capacità industriale bellica dell’Ucraina e paralizzare la rete logistica delle forze armate di Kiev.

Con la popolazione della capitale ucraina nuovamente allertata e costretta nei rifugi antiaerei, il conflitto sembra essere entrato in una fase di scontro totale aereo, dove l’obiettivo di Mosca appare ormai quello di imporre una punizione esemplare per dimostrare l’inefficacia della strategia di attacco in profondità tentata da Kiev

GiElle

 

Nella foto l’attacco a Mosca- Foto Ap-La Presse

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