Cronaca

Lanciano, nuovo caso di bambini tolti alla famiglia e portati in una casa-famiglia

di Giuseppe Onorati

Giovedì 17 Settembre, a Lanciano (CH), tre fratellini sono stati prelevati, sottratti alla famiglia e condotti in una casa – famiglia, adducendo come generica motivazione, quella di criticità igienico-sanitarie e presenza in casa di cani.

Giovedì mattina, hanno fatto irruzione nell’ abitazione della famiglia Loffredo,  gli assistenti sociali accompagnati dalle forze dell’ordine, prelevando i due bambini più piccoli di tre e quattro anni rispettivamente, mentre la sorellina più grande di sette è stata raggiunta a scuola e prelevata. Dalla testimonianza dei genitori, i due figli più piccoli, sarebbero stati presi in modo irruento e frettoloso, senza dare alla mamma la possibilità di preparare cambi di vestiario ed effetti personali, come il ciuccio, da far portare ai figli.

Secondo la versione del Comune di Lanciano, tale provvedimento sarebbe stato disposto dalla Procura del tribunale dei minori dell’Aquila (Nella foto), sulla base di una relazione stilata a seguito di un’ispezione fatta il 10 Settembre, in cui gli assistenti sociali avrebbero rilevato delle criticità igienico-sanitarie, che costituirebbero un rischio per la sicurezza ed integrità psicofisica dei bambini.

I genitori, angosciati, non riescono a spiegarsi il perché di questo provvedimento giudiziario, in quanto non hanno ricevuto alcuna comunicazione di contestazione o che quantomeno avvisasse preventivamente della possibilità di un tale provvedimento.

Gli avvocati Angelo e Sergio Pisani, legali del padre dei tre bambini, Pietro Loffredo, hanno rilevato la gravità della situazione, per la quale, non solamente non vi sia stata comunicazione preventiva ma si sia espletato un severo provvedimento come l’allontanamento di tre bambini dalla famiglia, senza offrire i chiari e dettagliati elementi su cui si sia fondato. Per questo motivo i legali hanno annunciato un’immediata richiesta di accesso agli atti, per verificare i presupposti di questa sottrazione di minori alla famiglia e poter intraprendere eventuali azioni opportune.

L’aspetto più grave e per certi versi inquietante della vicenda, sono le varie incognite, che oltre alle motivazioni precise che abbiano portato la Procura ad un tale provvedimento, riguardano il dove i bambini siano stati collocati e la mancanza di contatto con i genitori. Salvo la generica contestazione di condizioni igienico-sanitarie critiche ed alcuni avvertimenti telefonici da parte dei Servizi sociali, con cui si è raccomandato ai genitori di avere un atteggiamento collaborativo, non vi sono stati avvisi specifici e soprattutto, non è stata ancora data la possibilità ai bambini d’incontrare i genitori.

I legali della famiglia Loffredo hanno evidenziato come siano fondamentali nella tutela dei minori: accertamenti rigorosi, proporzionalità e controlli giudiziari immediati; è un campo minato, dove sia necessario muoversi con estrema cautela e cura, perché il rischio di causare un trauma profondo è sempre presente quando si ha la responsabilità di un bambino. Considerando ciò, il loro lavoro è stato intrapreso subito per avere massima trasparenza e giustizia tempestivamente, nell’interesse psicofisico dei tre bambini e per evitare sofferenze e conseguenze irreparabili.

Per di più è stato aggiunta dai due avvocati una richiesta di assistenza psicologica immediata ai figli ed ai genitori, soprattutto avendo considerazione della grave perdita della figlia Fortuna, subita  da Pietro Loffredo nel 2014 in modo atroce al Parco Verde di Caivano (NA), elemento che complica questa drammatica situazione, potendo riaprire una ferita che porti la famiglia Loffredo ad una gravissima destabilizzazione psico-emotiva.

Intanto i due legali della famiglia Loffredo, assieme ad altri colleghi hanno inviato una formale diffida ed istanza urgente: al Presidente della Repubblica, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai Ministri competenti, all’Autorità garante per l’infanzia, ai Garanti regionali, alla Procura ed al Tribunale dei minori dell’Aquila, alla Procura di Pescara, al Sindaco ed ai Servizi sociali di Lanciano . Con l’istanza i legali chiedono alle istituzioni la garanzia di trasparenza, rispetto della legalità ed umanità in merito a questo allontanamento dei tre minori dalla famiglia, considerando la delicatezza necessaria da assumere quando si tratti di minori. Viene poi fatto appello all’opinione pubblica affinché sia pronta a mobilitarsi (come mesi addietro è stato fatto per un altro caso di sottrazione di minori ai genitori, nello stesso territorio) per aiutare a tutelare i diritti dei bambini e della famiglia.

Nell’attesa di sviluppi sul caso, è necessario ribadire come muoversi per la tutela dei minori sia complesso e pericoloso; azioni finalizzate alla salvaguardia del minore, se non implementate con la giusta misura, possono comportare danni irreversibili che condizioneranno la vita di una persona e di una famiglia.

La delicatezza dell’ambito e la vulnerabilità dei minori, consentono di ricordare ad istituzioni e collettività, con piglio immaginativo, che il concetto di Stato di diritto “raddoppi” per la tutela dei minori.

 

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