Politica

Scuola, Mattarella: “Aperta a tutti e deve unire, no a ghetti e barriere”

di Marino Marini

“La scuola è la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di emigrati. La scuola prepara tutti – ‘E’ aperta a tutti’: così dispone l’art. 34 della Costituzione. Deve stabilire legami, conquistare la fiducia delle famiglie, aiutare a non formare ghetti, a non alzare barriere, a rendere più sicure le nostre comunità, a unire e a non lacerare, superando i muri della diffidenza e dell’incomunicabilità. La scuola è chiamata a produrre coesione sociale”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno scolastico ad Amatrice.

Inondati di parole ma si può soffrire di isolamento, la scuola  deve includere

“Scoprire il proprio talento e contrastare l’omologazione sono anche chiavi per combattere dipendenze e solitudini. Oggi tutto ciò che accade ci sembra vicino. Siamo inondati di parole e immagini che provengono da ogni dove. Il paradosso è che nel mezzo di tante comunicazioni incessanti si può soffrire di isolamento e di abbandono. La scuola deve includere, recuperare, ricostruire”.

Mattarella, prevalgano convivenza e rispetto, al bando la violenza

 

“I nostri bambini, i nostri studenti sono avanti a noi per tante cose, ma sappiamo che hanno bisogno di trovare fiducia, che il disagio può nascondersi nei loro comportamenti. Può nascondersi persino ai genitori. Serve padronanza degli strumenti tecnici, ma servono anzitutto valori umani. Nella scuola la convivenza e il rispetto devono prevalere mettendo al bando la violenza”.

 

Da IA e social opportunità e rischi, garantire primato persona

“Abbiamo costruito nei decenni una buona scuola. Grazie al lavoro di tanti. Dobbiamo farla diventare migliore, sapendo innovare. Nell’universo digitale l’intelligenza artificiale e le reti social sono motori di grande potenza che offrono opportunità fino a ieri inimmaginabili. Dobbiamo peraltro saperne rimuovere i pericoli: di manipolazione della realtà, di colonizzazione del pensiero e dei sentimenti, di compressione – nascosta, invisibile, ma sostanziale – della libertà personale, di impoverimento dell’originalità e della creatività. Il progresso non va ostacolato né temuto né seguito con passività. Va orientato e continuamente verificato quanto alla garanzia del primato della persona. Per questo è necessario che le generazioni più giovani – e più capaci di usare i nuovi strumenti – crescano, tenendo insieme conoscenza e umanità, capacità tecnologiche e solidarietà”.

Viviamo cambiamento, sia ad altezza tempi e investa su futuro

 

“Viviamo un cambiamento d’epoca. Grandi e veloci trasformazioni stanno mutando sia il contesto che la nostra quotidianità. La società ha, come sempre, bisogno della scuola, e di una scuola all’altezza dei tempi nuovi, per difendere la civiltà che è stata conquistata e per progredire ancora. Come sempre, anche nei nostri giorni si tende a concentrarsi sul presente. A consumare nell’oggi le risorse. E’ invece necessario investire sul futuro. Sarà più forte e resiliente un Paese che investe sulla scuola e sulla conoscenza”.

Ripartiamo da ferite, Amatrice-Arquata-Norcia capitali d’Italia

 

“Ricominciare da questa bella scuola ricostruita, da Amatrice, da Arquata del Tronto, da Norcia, da tutti i luoghi colpiti dal terremoto di dieci anni fa, dalle ferite profonde sofferte da queste comunità esprime il senso di quanto sia importante questo nostro ripartire. Amatrice, Arquata del Tronto, Norcia, nella giornata della scuola, sono capitali d’Italia per sottolineare la centralità del percorso di ricostruzione e il dovere e la volontà di condividerne attese e prospettive”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno scolastico ad Amatrice.

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