Esteri

Nuovi attacchi dell’Isis a Kabul. Nel mirino i quartieri sciiti

Un’esplosione ha colpito un minivan in un quartiere sciita della parte occidentale di Kabul, in Afghanistan, uccidendo almeno una persona e ferendone altre tre. Lo riferisce un funzionario talebano. Zabihullah Mujahid, vice ministro per la cultura e l’informazione nel governo a guida talebana, ha dichiarato all’Associated Press che un’indagine è in corso. L’esplosione non è ancora stata rivendicata. Sulla stampa internazionale sono state raccolte le testimonianze di alcuni testimoni presenti sul posto, i quali hanno affermato che il numero delle vittime è superiore a quanto  comunicato in queste ore. “Le nostre prime informazioni suggeriscono che la bomba fosse attaccata a un minibus. Abbiamo avviato un’indagine”, ha dichiarato un funzionario talebano all’agenzia di stampa AFP. Immagini dei veicoli bruciati sono state condivise sui social media. Inoltre, nello stesso pomeriggio, è stata segnalata anche una seconda esplosione, in un’altra parte della città, ma i funzionari talebani hanno affermato che stavano ancora raccogliendo informazioni a tale proposito.  Per il momento, non c’è stata alcuna rivendicazione, anche se lo stesso quartiere era stato colpito da un assalto simile, ad opera dell’affiliata afghana allo Stato Islamico, appena quattro giorni prima, il 13 novembre. In tale occasione, lo Stato Islamico della Provincia di Khorasan (IS-K) ha sottolineato di aver ucciso o ferito “20 apostati sciiti”. Il gruppo sta approfittando della generale instabilità del Paese, per minare il nuovo esecutivo, attaccando civili e soprattutto esponenti della minoranza sciita hazara.  L’Afghanistan continua ad essere un Paese estremamente instabile, a seguito della sua travagliata storia. Dopo la fine del dominio dell’Unione Sovietica, durato dal 1979 al 1989, sono stati gli anni delle lotte intestine. Nel 1996 i talebani avevano il controllo di gran parte del territorio, ottenuto in seguito ad una sanguinosa guerra civile. Nel 2001, in seguito agli attentati dell’11 settembre, gli USA avevano invaso l’Afghanistan, sostenendo che al-Qaeda aveva pianificato gli attacchi proprio da quel Paese, in cui ritenevano si nascondesse il leader dell’organizzazione, Osama bin Laden, sotto la protezione dei talebani. Nel 2003, anche la NATO era intervenuta, decimando la presenza degli estremisti islamici sul territorio afghano e relegando i talebani in alcune roccaforti.

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