Non si arresta l’inchiesta che rischia di travolgere le istituzioni Europee, con il Parlamento e la stessa Commissione. La Procura federale belga ha infatti annunciato che saranno perquisiti gli uffici del Parlamento europeo, dove già sono state sigillate alcune stanze (nella foto). Le quattro persone arrestate nell’ambito dell’inchiesta sul Qatargate “compariranno mercoledì davanti alla Camera di consiglio” per una prima udienza. Sono stati posti i sigilli all’ufficio di Francesco Giorgi. A riferirlo è l’eurodeputato del Pd Andrea Cozzolino. Giorgi è assistente parlamentare dell’eurodeputato dem, attualmente agli arresti a seguito delle accuse per la vicenda Qatargate. Nessun sigillo è stato apposto alla stanza dell’eurodeputato Pd a Strasburgo. Ma i giudici chiedono anche che le autorità italiane consegnino al Belgio la moglie e la figlia dell’ex eurodeputato, Panzeri: “Non appaiono sussistere cause ostative alla consegna al Belgio”. Lo ha scritto il giudice della Corte d’appello di Brescia Anna Dalla Libera nel provvedimento di convalida dell’arresto di Maria Dolores Colleoni e Silvia Panzeri, fermate venerdì nell’abitazione di famiglia a Calusco d’Adda (Bergamo) in esecuzione di un mandato di arresto europeo e poi poste ai domiciliari. Le due donne sono accusate di corruzione, riciclaggio e associazione per delinquere per fatti commessi dal 1 gennaio 2021 all’8 dicembre 2022. Durissima la reazione della Presidente del Parlamento comunitari: “Sono infuriata e dispiaciuta. La democrazia europea è sotto attacco”, ha detto la Metsola aprendo la Plenaria a Strasburgo. Una dichiarazione che lascerebbe intendere che questa inchiesta potrebbe fare da apripista a una profonda riforma nella trasparenza degli atti e nei rapporti con le lobby degli eurodeputati. Intanto, salvo colpi di scena, martedì 20 Eva Kaili dovrebbe perdere ufficialmente la carica di vicepresidente: la conferenza dei presidenti a Strasburgo attiverà l’articolo 21, che scatta per la decadenza dalla carica. L’ordine dei lavori della Plenaria è stato aggiornato: sul Qatargate ci sarà una risoluzione, che sarà votata giovedì. Il dibattito è previsto invece martedì. “Non metteremo la polvere sotto il tappeto. Avvieremo un’indagine interna”, ha sottolineato Metsola, promettendo “una scossa” per l’Eurocamera. “Avvieremo un processo di riforma per verificare chi ha accesso alle nostre sedi, come vengono finanziate le Ong, quali legami hanno con Paesi terzi, chiederemo maggiore trasparenza”, ha spiegato. “La corruzione non è di destra o di sinistra, non utilizzate questa minaccia in questo modo gretto”, ha aggiunto Metsola. E l’ombra dello scandalo, per ora solo da un punto di vista politico, si è allungata fino alla Commissione. Nel mirino è finito il vicepresidente Margaritis Schinas e il suo viaggio nei Paesi del Golfo tra il 18 e il 21 novembre. Durante la visita Schinas ha sottolineato i progressi sulle riforme fatti da Doha e, in un ristorante di Abu Dhabi, ha incontrato proprio la vice presidente Eva Kaili. Una parte degli eurodeputati ha chiesto chiarimenti e il nome di Schinas è stato fatto anche in Aula a Strasburgo. “La missione era ufficiale, in occasione dei Mondiali. I contatti con i funzionari del Qatar sono stati pubblicati e twittati e le affermazioni di Schinas rispecchiano esattamente le relazioni dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro”, hanno fatto sapere fonti dell’entourage del commissario greco. Hanno anche precisato che l’incontro con Kaili è stato “improvvisato e non pianificato”. I vertici della Commissione, per tutto il weekend, hanno provato a vederci chiaro. “Stiamo controllando ogni dettaglio sul registro della trasparenza, abbiamo regole molto chiare per tutti i commissari”, ha spiegato la presidente Ursula von der Leyen parlando del Qatargate come di una “questione molto grave e estremamente preoccupante”. Intanto, la leader di Più Europa Emma Bonino si è dimessa dal board della Ong Fight Impunity, fondata da Panzeri. Nel pomeriggio di lunedì nuove perquisizioni sono state effettuate nell’Eurocamera a Bruxelles, al quindicesimo piano dell’edificio. Martedì sera, poi, all’ufficio di Francesco Giorgi nella sede dell’Eurocamera a Strasburgo sono stati messi i sigilli. Giorgi è assistente parlamentare dell’eurodeputato del Pd Andrea Cozzolino, che ha precisato che nessun sigillo è stato apposto alla sua stanza. Intanto, domani per le quattro persone agli arresti – Eva Kaili, Antonio Panzeri, Francesco Giorgi e Niccolò Figà-Talamanca – ci sarà invece la prima udienza. E dalle indagini emergono altri particolari: a casa di Eva Kaili la polizia ha trovato 150mila euro, altri 600mila sono stati trovati nella valigia che portava suo padre mentre abbandonava in tutta fretta un albergo del quartiere europeo di Bruxelles. In tutto fanno circa 750mila euro, in tagli da venti e cinquanta euro. Vista la gravità delle accuse, l’autorità anti-riciclaggio greca ha congelato gli averi della vicepresidente.
