La guerra di Putin

Medvedev: “Arresto Putin equivarrebbe a dichiarazione di guerra”

Un arresto del presidente russo all’estero ai sensi del mandato della Corte penale internazionale (Cpi) diventerebbe un casus belli, ha detto il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev, rispondendo questa mattina a domande dei giornalisti e degli utenti dei social media, secondo quanto riporta la Tass. “Immaginiamo – ovviamente, questa è una situazione che non si verificherà mai, sì – ma immaginiamo che accada effettivamente. Un presidente in carica di una potenza nucleare viene, per esempio, in Germania, e viene arrestato. Cosa sarebbe questo? Una dichiarazione di guerra contro la Federazione Russa! In questo caso, tutti i nostri mezzi volerebbero al Bundestag, all’ufficio del Cancelliere e così via”.  Commentando le parole del ministro federale tedesco della Giustizia Marco Buschmann secondo cui Berlino dovrà attuare la sentenza della Corte penale internazionale e arrestare il leader russo, se dovesse entrare in territorio tedesco, Medvedev ha osservato: “Si rende conto che sarebbe un casus belli, una dichiarazione di guerra? O non ha fatto i compiti?”. Medvedev ha anche fatto sapere che i paesi occidentali cercheranno di interferire nelle elezioni presidenziali russe del 2024. “Indubbiamente, interferiranno, come hanno sempre interferito”, ha detto in un’intervista alle agenzie di stampa russe. “Ci rimproverano di interferire, ma lo fanno apertamente dal crollo dell’Unione Sovietica”, ha aggiunto.
Secondo l’ex presidente russo, l’Occidente non smette di cercare di influenzare le elezioni russe anche perché vuole distruggere la Russia come paese. “Vogliono destabilizzare la situazione politica – ha spiegato – dividere il paese, negoziare con ciascuna di queste parti, denuclearizzare e smilitarizzare ciascuna di queste parti, e poi venire e offrire i propri servizi. E dire: ‘Ragazzi, ora avete bisogno di qualcuno che vi protegga?’ Queste parti avrebbero anche la possibilità di entrare a far parte della NATO”. Medvedev ha detto ancora che alcuni Paesi “capiscono solo il linguaggio della forza. Perciò non ha senso negoziare con questi o con associazioni di nazioni”.

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