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Imola invasa da diecimila soccorritori volontari

 

A Imola si stima che siano “più di 10.000– di cui più di 1.000 attrezzati e coordinati dal Comune- i volontari che si sono attivati per intervenire sulle esigenze segnalate dai Comuni limitrofi e impegnati in città” dopo l’ondata di maltempo dei giorni scorsi. I 1.000 volontari coordinati dall’amministrazione, spiega il Comune, sono al lavoro “per sgomberare dal fango e pulire alcune abitazioni in località Spazzate Sassatelli, San Vitale-Ponte Massa ed a San Prospero”, oltre a “collaborare con l’associazione ‘No sprechi’ per la gestione delle forniture alimentari”, a dare una mano “al punto di raccolta delle attrezzature, nella chiesa di San Giovanni Nuovo”, e a “riempire i sacchi di sabbia per aumentare la dotazione”. Gli altri circa 9.000, organizzati in maniera autonoma, nel fine settimana “si sono recati in altre città per aiutare le popolazioni”. Sul fronte degli aiuti, inoltre, Imola “ha inviato oltre 100 tonnellate di materiale, fra attrezzature per pulire, generi alimentari e beni di prima necessità”. Rimangono attivi, puntualizza il Comune, “i punti di raccolta dell’associazione ‘No sprechi’ in via Lambertini 1, per donazioni di generi alimentari e di prima necessità, e quello della chiesa di San Giovanni Nuovo, in via Selice 104, per le attrezzature”. Nei giorni scorsi, inoltre, è stato allestito, in via Garibaldi a Imola, “un hub di assistenza nel quale sono stoccati alimenti (acqua e cibo) e attrezzature e vengono accolte sia colonne mobili provenienti da altri Paesi europei, che operano nei Comuni del ravennate, sia persone evacuate da quelle zone”. L’hub è allestito nella struttura dell’ex seminario vescovile, poi sede dell’Inps, è stato messo a disposizione dal seminario diocesano e dalla Diocesi di Imola, è dotato di cucina da campo ed è gestito dai volontari della Croce rossa imolese. Attualmente, dettaglia il Comune, l’hub ospita “32 operatori della Protezione civile arrivati dalla Slovenia e 25 dalla Slovacchia, impegnati nei Comuni del ravennate, e 10 assistenti sociali provenienti da tutta Italia”.

 

Dopo l’alluvione ecco gli sciacalli e le truffe: finte evacuazioni e controllo impianti

Sciacalli in azione a Valsamoggia, nella frazione di Vedegheto, in provincia di Bologna. E anche nel ravennate. Se a Vedegheto qualcuno si è inventato dinte evacuazioni (del tipo che ha chiamato le persone dicendo “Dovete uscire di casa alle ore ‘x’ e rientrerete alle ore ‘y’“), nel ravennate sono state segnalate possibili truffe di persone che hanno bussato alla porta proponendo la verifica degli impianti, elettrici o del gas. Ma è una truffa.

 

GLI SCIACALLI E LA FINTA EVACUAZIONE

Nel bolognese è il Comune di Vedegheto che mette in guardia i residenti. “Ci sono stati segnalati a Vedegheto tentativi di sciacallaggio- avverte l’amministrazione tramite i social- alcuni residenti sono stati contattati da sedicenti operatori di Protezione civile che hanno chiesto di evacuare le case nel pomeriggio, addirittura dando già indicazione dell’orario di rientro“.
In realtà, spiega il Comune, “si tratta di una truffa. Chi dovesse essere contattato può, come sempre, fare riferimento alla centrale operativa di Polizia locale o ai Carabinieri”.

HERA: “CONTROLLATE DIVISA E TESSERINO, NESSUNO PUÒ CHIEDERE SOLDI”

Nel ravennate a diffondere la notizia di queste strane segnalazioni è Hera. “Situazioni anomale” sono state in particolare segnalate dalle zone di San Lorenzo in Cesarea e Rubicone e potrebbero essere “riconducibili a potenziali truffe”. Hera mette in guardia i suoi clienti ricordando alcune informazioni utili. Innanzitutto che gli operatori della multiutility “sono sempre identificabili dalla divisa e dal tesserino di riconoscimento e non sono incaricati a intervenire sugli impianti privati, tranne nei casi di sostituzione, manutenzione o lettura dei contatori quando posizionati all’interno dell’abitazione. Questo vale anche per le società terze che svolgono tale servizio per conto di Hera”. Pertanto, “qualora qualcuno si presentasse autonomamente a domicilio per la verifica dei sistemi idraulici, elettrici o del gasall’interno delle abitazioni, non può trattarsi di un operatore” di Hera. Inoltre, “in nessuna circostanza si possono effettuare incassi o rimborsi di denaro” e “mai alcun operatore è stato incaricato da Hera della vendita di apparecchiature relative agli impianti interni del gas o per la sicurezza domestica”. Hera invita in ogni caso a segnalare direttamente i casi sospetti al proprio Servizio Clienti (800.999.500 per le utenze domestiche, 800.999.700 per le utenze non domestiche, entrambi gratuiti sia da fisso che da cellulare), attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 22 e al sabato dalle 8 alle 18 e alle autorità competenti chiamando il 112 o il 113.

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