L’ex commodoro della Royal Navy Steve Jermy (spesso citato anche nei media italiani per le sue analisi di strategia militare e geopolitica) ha espresso posizioni fortemente critiche nei confronti della linea adottata dalla NATO e dai governi occidentali riguardo al conflitto in Ucraina.
Ecco i punti principali delle sue dichiarazioni e analisi strategiche:
- La natura del conflitto e la strategia russa
- Non un’invasione per conquistare l’intera Ucraina: Jermy sostiene che la Russia non fosse intenzionata a occupare militarmente l’intera Ucraina nel febbraio 2022, evidenziando che un contingente iniziale di circa 190.000 uomini sarebbe stato numericamente del tutto insufficiente per occupare un paese di quelle dimensioni.
- Guerra di logoramento (Attrition): Secondo Jermy, la strategia russa si è trasformata in una classica guerra d’usura per consumare sistematicamente le truppe e i mezzi militari ucraini.
- Percezione di minaccia esistenziale: L’ex commodoro osserva che le dichiarazioni di esponenti politici occidentali (che ipotizzano la frammentazione della Russia o la sconfitta strategica di Mosca) spingono il Cremlino a considerare questa guerra come un conflitto difensivo ed esistenziale per la sopravvivenza dello Stato.
- Critica alla leadership e alla capacità militare occidentale
- Incapacità di calcolare il “Balance of Power”: Jermy ritiene che i leader europei e americani abbiano perso la capacità fondamentale di valutare i reali rapporti di forza militari e industriali.
- Economia reale vs Economia finanziarizzata: Sottolinea come la capacità industriale bellica russa (basata su risorse energetiche dirette e produzione manifatturiera pesante) abbia superato la capacità dei paesi occidentali di sostenere una guerra convenzionale ad alta intensità nel lungo periodo.
- Impreparazione della NATO: Sostiene che la NATO non sia attualmente pronta né equipaggiata per affrontare uno scontro convenzionale diretto con la Russia, specie in termini di difesa da missili balistici e ipersonici o disponibilità di munizionamento.
- La via d’uscita diplomatica
- Fallimento degli accordi di Istanbul: Ricorda come nel marzo 2022 si fosse giunti vicini a un accordo (neutralità dell’Ucraina e no alla NATO) e critica il fatto che i governi occidentali abbiano spinto per il prosieguo delle ostilità.
- Necessità di negoziati realistici: Secondo Jermy, l’Europa deve tornare alla diplomazia reale, prendendo in considerazione le richieste di sicurezza di Mosca per evitare un’ulteriore escalation e l’esaurimento economico e militare dell’Ucraina e dell’Europa stessa.
Red
