La Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (UNCTAD)rilgiovedì 12 settembre , ha reso pubblico un rapporto sullo stato dell’economia a Gaza e in Cisgiordania.
Na risulta uno scenario è catastrofico. “’economia palestinese è in caduta libera”ha dichiarato in conferenza stampa il vicesegretario dell’UNCTAD, Duecentomilaposti di lavoro sono stati persi a Gaza e 306.000 in Cisgiordania dal 7 ottobre 2023 alla fine di gennaio 2024. Due terzi dei lavoratori della Striscia sono rimasti senza un impiego. Nella West Bank il tasso di disoccupazione è passato dal 12,9 pre-7 ottobre al 32%.
All’inizio di gennaio 2024 gli attacchi israeliani avevano distrutto tra l’80 e il 96% delle risorse agricole della Striscia di Gaza. I bombardamenti hanno colpito anche il settore privato, danneggiando e devastando l’82% delle imprese.
L’Onu ha riferito che che “a metà del 2024 l’economia di Gaza si era ridotta a meno di un sesto del suo livello 2022”. Il Prodotto interno lordo della Striscia è crollato dell’81% nell’ultimo trimestre del 2023.
Intanto, in Cisgiordania “un’ondata di violenza, demolizione di beni palestinesi, confische ed espansione di insediamenti”ha danneggiato enormemente l’economia. Il rapporto ONU evidenzia che “L’impatto combinato dell’operazione militare a Gaza e le sue ripercussioni in Cisgiordania hanno prodotto uno shock senza precedenti che ha sopraffatto l’economia palestinese in tutto il territorio occupato”.
A Gerusalemme Est i trasporti, il turismo e il commercio sono stati pesantemente danneggiati e l’80% delle imprese nella Città Vecchia ha ridimensionato o chiuso le proprie attività.
In tutta la Cisgiordania il 96% delle imprese hanno diminuito le proprie attività, soprattutto a causa delle restrizioni negli spostamenti. Già prima dell’attacco di Hamas a Israele del 7 ottobre i posti di blocco, gli ordini di chiusura, limitavano fortemente il commercio. Dall’inizio della guerra i posti di blocco si sono moltiplicati, da 567 sono divenuti 700 a febbraio 2024.
L’ampliamento delle colonie e l’ occupazione delle proprietà palestinesi ha diminuito le capacità imprenditoriali, l’ondata di arresti ha sottratto manodopera, soprattutto maschile,.
I raid dell’esercito hanno causato enormi danni economici nei più grandi campi profughi. In Cisgiordania sono stati uccisi, dal 7 ottobre 2023, 662 palestinesi secondo il Ministero della Salute. Circa 30 gli Israeliani uccisi da attacchi palestinesi fuori da Gaza secondo le fonti israeliane. Inoltre “La stabilità fiscale del governo palestinese è sottoposta a un’immensa pressione, mettendo a repentaglio la sua capacità di funzionare efficacemente e fornire servizi essenziali”.
L’UNCTAD ha chiesto alla comunità internazionale di intervenire immediatamente per fermare la caduta libera dell’economia e affrontare la crisi umanitaria, attraverso la realizzazione di un piano di recupero globale per i Territori palestinesi occupati e l’aumento degli aiuti. Fondamentale, per le Nazioni Unite, riconsegnare al governo palestinese i fondi trattenuti da Israele e, come già più volte richiesto dal segretario generale, interrompere il blocco su Gaza.
