Esteri

Afghanistan, il nuovo Governo è una provocazione alla civiltà umana. Al vertice uno stuolo di ricercati per terrorismo

epa09451151 Zabihullah Mujahid, Taliban spokesperson talks with journalists during a press conference in Kabul, Afghanistan, 06 September 2021. The Taliban on 06 September, claimed that their Afghan takeover was complete after they captured Panjshir, the last province held by resistance forces opposed to the Islamist militia. Panjshir was also the center of resistance against the Islamist group during the previous Taliban regime from 1996 to 2001. EPA/STRINGER

Il nuovo governo ad interim in Afghanistan sarà guidato dal mullah Mohammad Hassan Akhund. Abdul Ghani Baradar sarà invece il suo vice. Lo dichiara ai giornalisti un portavoce dei talebani. E’ considerato però un terrorista dal 2001 dalle Nazioni Unite, Ue e dal Regno Unito.
E’ stato sanzionato, in passato, dal Consiglio di sicurezza dell’ Onu. Anche il ministro dell’Interno del nuovo governo dei Talebani in Afghanistan sarà Sirajuddin Haqqani, leader dell’omonima rete di milizie ritenuta vicina ad Al Qaida. E’ attualmente ricercato dall’Fbi per terrorismo con una taglia di 5 milioni di dollari. Lo riferisce la stessa agenzia Usa. Intanto Amir Khan Muttaqi è stato scelto dalla leadership dei Talebani come nuovo ministro degli Esteri del governo ad interim.
Il componente del nuovo esecutivo è nato nel 1970 a Kabul ed è membro del team di negoziatori impegnati nelle trattative di Doha, in Qatar. Il nuovo governo afghano “dovrà affrontare i problemi immediati, soprattutto la povertà”, ha affermato il Portavoce dei Talebani Mujahid. Si tratta di un passo indietro lungo non venti anni, ma probabilmente centinaia di anni, con l’aggravante che al vertice dell’Esecutivo sono stati chiamati dei ricercati per terrorismo internazionale.Questo significa che, con ogni probabilità, cesseranno tutti gli aiuti internazionali e tra questi, rischio grave per la popolazione innocente e vittima, quelli delle Nazioni Unite. “Il problema della sicurezza è risolto, perché non c’è più la guerra”, ha aggiunto. L’Afghanistan “ha affrontato una grave crisi e l’emirato islamico ha deciso di formare questa amministrazione. Alcuni ministeri devono essere ancora assegnati” e “noi cerchiamo di nominare figure di alta professionalità anche nel ruolo di vice e sottosegretari”, ha aggiunto. “Non consentiremo a nessuno di interferire nei nostri affari, abbiamo diritto di essere riconosciuti ufficialmente e di essere sostenuti, è così che deve andare”, ha concluso il portavoce talebano. Poi le prime reazioni e ta queste quella italiana con il ministro degli Esteri Di Maio: “La nomina di un premier che rientra nella lista dei terroristi dell’Onu e del ministro dell’Interno ricercato dall’Fbi non sono buoni segnali alla comunità internazionale, anzi sono pessimi segnali. Il problema dei flussi migratori dall’Afghanistan, ha aggiunto, potrebbe iniziare dall’inverno a causa della siccità” che sta creando una crisi. Poi gli Usa che si dicono preoccupati dalla composizione: “Lo giudicheranno sulla base dei fatti” si fa sapera dal Dipartimento di Stato americano.
aggiornamento Afghanistan dell’8 settembre ore 15.26

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