Cronaca

Al PalaMilone di Crotone i familiari delle vittime protestano per il trasferimento delle salme a Bologna. Arrestati altri due scafisti

Proteste in queste ore di fronte il palasport di Crotone di un gruppo di familiari di migranti vittime del naufragio del 26 febbraio a Steccato di Cutro contro il trasferimento delle salme per la sepoltura al cimitero islamico di Bologna. Come riportato da La Provincia Kr i manifestanti rivendicano “giustizia e verità”, tenendo in mano le foto dei propri cari deceduti in mare. Le salme vanno consegnate ai loro cari e portate dove vogliono loro, invece vogliono portarle a Bologna per una sepoltura al cimitero islamico, ma i familiari non vogliono”. Così un cittadino curdo intervenendo a nome dei familiari delle vittime nel corso del sit-in. “Il Presidente Mattarella aveva promesso che avrebbe fatto di tutto per una degna sepoltura a queste persone che hanno perso la vita– aggiunge -. Noi staremo qui fino – conclude – a quando non consegnano le salme ai familiari”. La squadra mobile della polizia e la sezione operativa navale della guardia di finanza hanno individuato altri due presunti scafisti responsabili del naufragio avvenuto nelle acque di Steccato di Cutro (Crotone). Si tratta di due cittadini di nazionalità turca. Nel corso dei sopralluoghi effettuati sul luogo del naufragio sono stati trovati alcuni stralci di un documento riconducibile ad un cittadino di origine turca. Grazie ad alcune informazioni rese dai superstiti, diversi testimoni hanno riconosciuto nel turco raffigurato sul documento lo scafista che si alternava con gli altri alla guida dell’imbarcazione, riparando in alcuni casi i guasti meccanici ai motori del natante durante la navigazione.  Successivamente sono scattate le ricerche in ambito nazionale ed internazionale. Il 3 marzo scorso la polizia austriaca, nel corso di un controllo di polizia, ha fermato il cittadino turco in quanto sprovvisto di documenti d’identità; una volta identificato, dal controllo del nominativo nella banca dati SIS II, è emerso l’inserimento fatto dalle forze dell’ordine. L’indagato è stato fermato in esecuzione del mandato di arresto europeo adottato dal Tribunale di Crotone su richiesta dell’Ufficio della locale Procura, e si trova attualmente in un centro di detenzione in Austria, in attesa dell’iter di consegna italiana. È stato inoltre identificato, riconosciuto tra i naufraghi, un altro scafista di nazionalità turca di circa 30 anni.

 

 

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