Imprese e Sindacato

Ammortizzatori sociali, riforma entro l’autunno

Le due proposte del ministro del Lavoro Andrea Orlando: “Allargare la natura universalistica e finanziarli su base assicurativa”

“Quella in corso sulla riforma degli ammortizzatori sociali “non è una trattativa che si risolve in una settimana. Ma ho voluto iniziarla ad agosto perché non voglio che si arrivi a ridosso della legge di bilancio senza che si sia sciolto il nodo. Altrimenti il rischio è che ancora una volta non se ne faccia niente”. A tentare di stringere i tempi è il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ospite della Festa dell’Unità di Monteveglio, in provincia di Bologna. Per la riforma degli ammortizzatori sociali, spiega Orlando, “abbiamo lavorato su due direttrici: allargare la natura universalistica di questi strumenti e fare in modo che a regime siano finanziati su base assicurativa”. Dopo l’ultimo incontro, afferma il ministro, “le distanze si sono un po’ ridotte, ma restano. Tutti si dicono d’accordo sul carattere universalistico, ma poi quando vai a vedere chi deve pagare nessuno se ne vuole fare carico”. Secondo Orlando, questo nodo andrà risolto “in parte con l’utilizzo di risorse pubbliche, perché l’avvio di queste casse dovrà essere finanziato anche dallo Stato”. Ma, avverte il ministro, “non è facile. Da un lato dovrò convincere il mio collega all’Economia a trovare le risorse per partire – sorride Orlando – dall’altro bisognerà convincere chi fino ad oggi non ha pagato a pagare qualcosa per costruire queste casse”. Ad esempio, cita Orlando, “siamo tutti amici della Coop. Ma la grande distribuzione in questi anni ha imposto ristrutturazioni, più che subirle. Ha costruito grandi superfici, causando la chiusura di piccole attività e la gente è rimasta a casa senza ammortizzatori”. Adesso invece “sta succedendo una cosa diversa – continua il ragionamento Orlando – la grande distribuzione subirà la concorrenza delle piattaforme. E quindi nei prossimi anni andrà rivisto come funzionano queste grandi superfici e accompagnare queste trasformazioni. La stessa cosa varrà per tutte le imprese sottoposte alla digitalizzazione o alla transizione ecologica”. Da qui l’idea che tutti i settori debbano finanziare gli ammortizzatori. “A ottobre, ha detto ancora il ministro, finisce il bocco dei licenziamenti per le piccole imprese che non hanno ammortizzatori sociali”. Per il ministro è “molto pericoloso che tanti lavoratori precari, discontinui, stagionali e delle piccole imprese non abbiano alcun tipo di tutela”.
Dire

Related posts

Lavoro, obbligo di Green Pass anche per i lavoratori domestici e baby sitter. La richiesta di Assidatcolf

Redazione Ore 12

Arcelor Mittal, Giorgetti: “Serve aggiornamento del Piano Industriale”

Redazione Ore 12

Compagnia aerea Emirates, sciopero e manifestazione dei lavoratori davanti all’Ambasciata a Roma

Redazione Ore 12