Esteri

Araghchi (Esteri Iran) lancia messaggi a Usa e Israele: “No a cessate il fuoco, la guerra deve finire in modo permanente”. Apertura al Giappone su Hormuz

 

“Il nostro messaggio è che questa guerra non è la nostra guerra. È una guerra che ci è stata imposta. Stavamo negoziando con gli Stati Uniti quando hanno deciso di attaccarci. Si è trattato chiaramente di un atto di aggressione; un atto illegale, immotivato e non provocato. Ciò che stiamo facendo è semplicemente difenderci. Continueremo a difenderci per tutto il tempo necessario e finché sarà necessario. Pertanto, speriamo che il mondo intero si unisca con una sola voce contro questa aggressione, l’aggressione di Stati Uniti e Israele, e li costringa a fermarla”. Così il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, nell’intervista telefonica rilasciata all’agenzia Kyodo News e rilanciata sul suo canale Telegram. “La nostra posizione è questa, e devo ribadirlo – ha aggiunto -: non accettiamo un cessate il fuoco, perché non vogliamo che lo scenario dello scorso anno si ripeta. La guerra deve finire completamente e in modo permanente, e devono esserci garanzie che questa situazione non si ripeterà. Inoltre, i danni inflitti all’Iran devono essere risarciti”. “Alcuni Paesi – ha spiegato Araghchi – stanno cercando di svolgere un ruolo positivo e costruttivo.

 

Accogliamo con favore qualsiasi iniziativa che possa porre fine completamente a questa guerra. Siamo pronti ad ascoltare e valutare. Tuttavia, al momento, anche se alcuni Paesi stanno cercando una soluzione, non sembra che gli Stati Uniti siano pronti a fermare la loro aggressione. Pertanto, continueremo a difenderci” e “come ho detto, non cerchiamo un cessate il fuoco. Vogliamo una fine completa, globale e duratura della guerra, e l’unica soluzione accettabile per noi è la sua completa conclusione”. a parlare è il ministro degli Esteri iraniano, Araghchi (nella foto) che fa anche una apertura anche al Giappone, unico Paese che si è schierato pienamente con Trump: Teheran è pronta a facilitare il passaggio delle navi giapponesi attraverso lo Stretto di Hormuz, e che i negoziati col Giappone sulla questione sono in corso. “L’Iran non ha chiuso lo stretto. Dal nostro punto di vista, è aperto. È chiuso solo alle navi dei nostri nemici, cioè dei Paesi che ci attaccano. Per gli altri Paesi, le navi possono attraversarlo”. “Naturalmente – ha spiegato – esistono problemi di sicurezza. Siamo pronti, in caso di contatto, a garantire un passaggio sicuro; dialogheremo con loro per trovare un modo sicuro di attraversamento. Siamo pronti a garantire loro un passaggio sicuro. Basta che ci contattino per discutere le modalità”. “Questo tema è stato discusso nel mio ultimo colloquio con il ministro degli Esteri giapponese – ha quindi precisato il ministro -. Le discussioni sono ancora in corso e non entrerò nei dettagli”. Araghchi ha però sottolineato che “il Giappone ha sempre adottato una posizione equa ed equilibrata ed è sempre stato considerato un amico dell’Iran. Abbiamo sempre avuto ottime relazioni con il Giappone e ne siamo consapevoli. Durante questa guerra, ho parlato due volte con il ministro degli Esteri giapponese. Sappiamo che il primo ministro giapponese è stato a Washington. Speriamo che il Giappone possa svolgere un ruolo costruttivo nel porre fine a questa aggressione e garantire che questa guerra ingiusta finisca completamente”.

Red

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