Cronaca

Attentato Ranucci: Procura accende faro su pista Zimbabwe, acquisiti servizi giornalistici

(LaPresse) – Nuovi sviluppi in merito alle indagini sull’attentato a Sigfrido Ranucci. La Procura di Roma, infatti, ha deciso di acquisire come atti d’indagine alcuni servizi giornalistici. Nel dossier sono finiti il servizio del Tg1 di Martino Villosio, gli articoli del quotidiano ‘Libero’ di Giacomo Amadori e de ‘Il Giornale’ di Giulia Sorrentino e da Pasquale Napolitano. L’obiettivo di chi indaga, secondo quanto riferito da fonti ben informate, è quello di accendere un faro sugli interessi in Zimbabwe del faccendiere Valter Lavitola relativa alla vicenda carbon credit. E proprio in merito alla questione del carbon credit che, in queste ore, è emersa un’altra novità. Ranucci, come reso noto dal Tg1, lo scorso 29 giugno, con una mail, anticipò a Lavitola l’intervista a un giornale dello Zimbabwe.

Nel testo della mail, l’anticipazione al faccendiere dell’intervista rilasciata dal giornalista a The Standard, testata del Paese africano. Al centro la questione del carbon credit. Nell’articolo, pubblicato in lingua inglese il 5 luglio, Ranucci parla di una presunta inchiesta avviata da ‘Report’ sul caso di alcuni imprenditori italiani, nel settore dei carbon credit, che lamentano di essere stati truffati da un socio locale.

“Ho parlato con un funzionario dell’ambasciata in Zimbabwe”, dice Ranucci nell’intervista anticipata per mail. “Mandami poi i dati del millantatore – chiede al faccendiere -. È per la nostra inchiesta”. Ranucci, tramite il suo legale Roberto De Vita, ha spiegato che ‘Report’ si era già occupata di carbon credit in passato. Normale continuasse a indagare il tema.

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