Il Premier spagnolo Pedro Sanchez ha declinato l’invito di Donald Trump a partecipare al ‘Board of Peace’. “Apprezziamo l’iniziativa ma decliniamo. Lo stiamo facendo, principalmente e fondamentalmente, in nome della coerenza”, ha dichiarato. Coerenza “con l’ordine multilaterale, con il sistema delle Nazioni Unite e del diritto internazionale”. Il Premier spagnolo sottolinea anche che nel Consiglio “non include l’Autorità palestinese”. Pesantissime le defezioni di Cina e Brasile, anche loro hanno detto no a Trump. Il presidente cinese Xi Jinping ha invitato i paesi a proteggere il “ruolo centrale” delle Nazioni Unite negli affari internazionali, esortando venerdì la sua controparte brasiliana a contribuire alla salvaguardia delle norme internazionali, secondo quanto riportato dai media statali. I commenti arrivano dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha presentato i piani per il suo nuovo ‘Board of Peace’ al World Economic Forum. Sebbene Cina e Brasile siano stati entrambi invitati a unirsi al nuovo gruppo di Trump, nessuno dei due ha confermato la partecipazione. Xi ha detto a Lula durante una telefonata avvenuta venerdì mattina che, nell’attuale “tumultuosa” situazione internazionale, Cina e Brasile “sono forze costruttive per il mantenimento della pace e della stabilità nel mondo”, secondo un comunicato pubblicato dall’emittente statale CCTV. “Dovrebbero schierarsi fermamente dalla parte giusta della storia e sostenere insieme il ruolo centrale delle Nazioni Unite e l’equità e la giustizia internazionale”, ha affermato Xi. Poi riflettori sull’Italia. Trump, infatti, ha fatto sapere che anche Roma vorrebbe entrare nel Board. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato infatti che l’Italia ha bisogno dell’approvazione del proprio ramo legislativo per aderire all’iniziativa del “Board of Peace” di Gaza, creata per risolvere i conflitti globali, ma che vuole farne parte. “Avevamo quasi trenta persone provenienti da Paesi molto importanti – ha detto parlando ai giornalisti sull’Air Force One – ma ci sono alcuni Paesi, come l’Italia, che mi hanno detto di voler firmare”. “Lei”, ha aggiunto probabilmente riferendosi alla premier Giorgia Meloni, “vuole farlo disperatamente, ma credo che debba tornare dal suo ramo legislativo”. “E succede lo stesso con la Polonia. Lui (il premier Donald Tusk, ndr) mi ha detto: ‘Vogliamo farlo'”. Trump ha inoltre affermato che il presidente russo Vladimir Putin entrera’ a far parte del consiglio per la pace e darà un contributo di un miliardo di dollari. “Penso che sia importante avere tutti”, ha detto Trump. Un vero e proprio monito arriva dalla Schlein a Meloni. “Nessuno intende rinunciare alla relazione transatlantica e nemmeno cercare l’escalation con gli Stati Uniti, ma se chini sempre il capo non stai facendo un buon servizio all’Europa”. Elly Schlein lo dice in un colloquio con Repubblica. Sul Board of Peace, prosegue la segretaria del Partito democratico, Giorgia Meloni “non e’ stata neanche capace di opporsi a una proposta inaccettabile, limitandosi a un imbarazzato ‘vorrei ma non posso’. Si e’ detta ‘aperta e interessata’, spiegando pero’ che ‘la nostra Costituzione pone dei problemi’. Il suo argomento e’: purtroppo c’e’ la Costituzione. Noi invece diciamo per fortuna che c’e’ l’articolo 11 a impedirci di cedere sovranita’ se non ci sono condizioni di parita’ con gli altri Stati e se non si perseguono la pace e la giustizia. Anziche’ difendere le Nazioni Unite e tutte le sedi multilaterali che l’Italia ha contribuito a fondare dopo il disastro delle guerre del ‘900 – prosegue la leader dem – la nostra premier avalla la creazione di una Onu a pagamento”. Meloni – aggiunge – “e’ la stessa che ha minimizzato i dazi di Trump, ha lavorato per togliere le tasse alle multinazionali americane, ha accettato di alzare le spese militari a 5% del Pil mentre taglia su sanita’, scuola e casa”. Sulla Groenlandia, conclude, “il governo non e’ riuscito a pronunciare cinque semplici parole. E cioe’ che l’isola non e’ in vendita, e’ dei groenlandesi, e l’integrita’ territoriale di uno Stato europeo, la Danimarca, non si tocca”.
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