La crisi nel Golfo scarica i suoi effetti sui bilanci delle famiglie italiane. Nell’arco di sei mesi di conflitto, tra febbraio e agosto 2026, l’indice dei prezzi al consumo di elettricità, gas e altri combustibili domestici registrato un’impennata dell’11,4%.
E questo incremento si traduce in un maggiore esborso stimato in 1,8 miliardi di euro che grava sulla spesa dei quasi ventisette milioni di nuclei familiari residenti in Italia. Lo rileva Confartigianato in un’analisi presentata durante la 22° edizione dell’annuale convention ‘Energies and Sustainability Confartigianato High School’, organizzata dalla Confederazione in collaborazione con i Consorzi energia Caem, CEnPI, Multienergia. L’evento, iniziato ieri e che proseguirà sino al 23 settembre, a Domus de Maria (Cagliari).
La crescita cumulata dei prezzi retail dell’energia vede in particolare il gas a +13,5% e l’elettricità a +10,1% e supera nettamente l’inflazione del 2,8% rilevata nello stesso periodo Nella classifica regionale dei rincari dell’energia tra febbraio e agosto – evidenzia Confartigianato – sono le famiglie della Lombardia quelle maggiormente colpite con un aggravio complessivo di 329 milioni di euro, corrispondente a una crescita cumulata del 12,3% in sei mesi dei prezzi di questi beni energetici riferita al territorio.
A livello provinciale, la classifica dell’extracosto stilata da Confartigianato in base ai dati sui prezzi dell’energia rilevati e disponibili per 78 capoluoghi di provincia, vede in testa Roma con un esborso aggiuntivo a carico delle famiglie pari a 123 milioni di euro e un aumento dei prezzi dell’energia riferito al territorio del 9,5%. Milano segue in seconda posizione con 116 milioni di euro di rincaro e una crescita dei prezzi del 12,6%, precedendo Torino con 75 milioni di euro, Napoli con 63 milioni e Verona con 42 milioni, ammontare causato da un aumento di prezzi dell’energia riferito al territorio pari al 15,5% che è il secondo più intenso dopo il + 15,6% registrato per Gorizia.
