Economia e Lavoro

Caldaie a gas, UE: vendite consentite ma senza incentivi

di Gino Piacentini

L’Unione europea rivede la linea sulle caldaie a gas. Nella nuova bozza di aggiornamento del regolamento Ecodesign, messa in consultazione dalla Commissione il 1° dicembre, scompare il divieto di commercializzazione delle caldaie tradizionali che, nelle versioni precedenti, sarebbe scattato dal 2029. Una svolta che ridimensiona le ipotesi più restrittive circolate negli ultimi anni, pur confermando l’obiettivo di lungo periodo di uscita dai combustibili fossili.

Il documento aggiorna il regolamento UE 813/2013 e modifica i limiti di efficienza previsti. Se nella proposta del 2023 i requisiti tecnici avrebbero di fatto escluso dal mercato le caldaie a gas, la nuova versione introduce soglie meno stringenti, tali da consentire la vendita sia delle caldaie a condensazione sia di quelle tradizionali.

Resta però fermo il traguardo del 2040 per il superamento delle caldaie alimentate da fonti fossili, fissato dalla direttiva sulla prestazione energetica degli edifici (Epbd), nota come direttiva sulle “case green”. Un obiettivo che non sarà perseguito tramite un divieto diretto, ma attraverso politiche nazionali e strumenti economici: non più incentivi all’acquisto, bensì misure per favorirne la dismissione.

In questo quadro, le caldaie a gas potranno continuare a essere vendute, ma senza benefici fiscali o contributi pubblici. La direttiva Epbd introduce infatti dal 2025 un limite per gli Stati membri: niente incentivi per l’acquisto di nuove caldaie a combustibili fossili, anche se di ultima generazione.

Il cambio di rotta viene accolto positivamente dalle aziende del settore. Le associazioni industriali parlano di una correzione necessaria, che evita ricadute pesanti sulla manifattura europea e sui consumatori. Secondo i rappresentanti della filiera, il precedente orientamento avrebbe messo a rischio investimenti e occupazione, oltre a rallentare il rinnovo del parco impianti esistente.

Dal mondo produttivo arriva anche un invito a rivedere alcuni passaggi della direttiva sulle “case green”, considerata troppo rigida nel limitare gli interventi di sostituzione delle vecchie caldaie con modelli più efficienti, come quelli a condensazione.

La consultazione pubblica resterà aperta fino al 26 dicembre. Successivamente, la Commissione valuterà i contributi ricevuti e sottoporrà il testo ai governi nazionali. Il regolamento definitivo potrà entrare in vigore dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, salvo eventuali obiezioni da parte del Parlamento o del Consiglio.

Related posts

Emergenza abitativa per famiglie e studenti nelle città metropolitane. Il confronto al Cnpr forum

Redazione Ore 12

Confcommercio: “Per le imprese del commercio, della ricettività e della ristorazione maggiore spesa energetica di 30 miliardi”

Redazione Ore 12

Eurostat: “Il debito pubblico italiano è al 140,6% del Pil, 89,9% nell’Eurozona”

Redazione Ore 12