Cronaca

Campobasso: morte per ricina, proseguono audizioni di amici e conoscenti

Proseguono anche in questi giorni negli uffici della Squadra mobile di Campobasso le audizioni delle persone informate sui fatti nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, decedute tra il 27 e il 28 dicembre 2025 dopo un avvelenamento da ricina. Secondo quanto si apprende da fonti investigative, gli investigatori stanno ascoltando amici, conoscenti e persone vicine alla famiglia nel tentativo di ricostruire relazioni, abitudini e contatti delle vittime nei mesi precedenti alla tragedia. Dall’avvio dell’indagine sono state raccolte circa 160 sommarie informazioni testimoniali, anche se il numero effettivo delle persone ascoltate è inferiore, perché diversi testimoni sono stati convocati più volte per chiarimenti e approfondimenti. Tra le persone che potrebbero essere nuovamente sentite figura anche Laura Di Vita, cugina di Gianni Di Vita, già ascoltata in diverse occasioni dagli investigatori. Parallelamente proseguono gli accertamenti tossicologici, le analisi sui dispositivi informatici sequestrati nell’abitazione di Pietracatella e le consulenze affidate al tossicologo Carlo Alessandro Locatelli e al chimico forense Daniele Merli.
160 verbali e nuove audizioni, inchiesta ricina senza indagati
A quasi sei mesi dalla morte per avvelenamento da ricina di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, il giallo di Pietracatella continua a procedere su più fronti investigativi senza che, allo stato, risultino persone iscritte nel registro degli indagati per l’ipotesi di omicidio aggravato dalla premeditazione e dall’uso del mezzo venefico. Sono circa 160 le sommarie informazioni testimoniali raccolte finora dalla Squadra mobile di Campobasso nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Larino. Le attività proseguono anche in queste ore con nuove audizioni di amici e conoscenti della famiglia. L’indagine mira a ricostruire il contesto relazionale e familiare delle due vittime e a chiarire le circostanze che hanno preceduto l’avvelenamento da ricina. Parallelamente continuano gli accertamenti scientifici affidati ai consulenti della Procura, l’analisi dei dati estratti dai dispositivi informatici sequestrati e le verifiche sull’origine della sostanza che ha provocato la morte di madre e figlia. Resta inoltre aperto il filone per omicidio colposo che vede indagati cinque sanitari dell’ospedale Cardarelli di Campobasso che ebbero in cura le due donne nei giorni precedenti al decesso.
Red

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