Esteri

Caos al dipartimento di Giustizia sul caso Epstein: rispunta la foto di Donald Trump

di Andrea Maldi

“La pubblicazione non rispetta quanto previsto dalla legge. Ci aspettiamo che la spiegazione del dipartimento di Giustizia su tutte le informazioni divulgate, quelle omesse e un riepilogo di tutte le censure effettuate arrivi entro la prossima settimana e poi il Congresso potrà valutare la situazione”, ha dichiarato il leader dei democratici alla Camera americana, Hakeem Jeffries, riferendosi all’ Epstein Files Transparency Act, la legge che il presidente Donald Trump è stato costretto a firmare per l’intera divulgazione dei documenti sul caso Epstein. Infatti venerdì scorso erano stati oscurati ben 119 pagine riguardanti il caso Ghislaine Maxwell – la perversa faccendiera del finanziere pedofilo Epstein –  a New York per traffico sessuale minorile e 16 dossier su Epstein dal sito internet dell’United States Department of Justice (DOJ), tra le varie foto una che ritrae Trump insieme a Epstein, Maxwell e Melania e un’altra che immortala l’ex principe britannico Andrea sdraiato su 5 ragazze.

Anche la professoressa di storia Heather Cox Richardson si è espressa sulla vicenda: “Mentre il Dipartimento di Giustizia ometteva materiali che la legge imponeva di pubblicare, alcuni funzionari avevano inserito materiale non pertinente: una foto dell’ex presidente democratico Bill Clinton, della pop star Michael Jackson e della leggenda della musica Diana Ross insieme a dei bambini, suggerendo che i tre fossero associati all’abusatore sessuale Jeffrey Epstein. L’immagine è stata rapidamente identificata dagli utenti dei social media non come una foto privata proveniente dagli archivi Epstein, ma come un’immagine pubblicamente disponibile scattata durante una raccolta fondi del 2003. I bambini non erano vittime di Epstein, ma i figli di Jackson e Ross. Successivamente è emerso, come riportato dall’Associated Press, che almeno 16 file inizialmente pubblicati sul sito pubblico del Dipartimento di Giustizia sono scomparsi senza spiegazioni, incluso uno che mostrava diverse fotografie di Trump con Epstein”.

 

Mentre una parte del partito Repubblicano, i Dem e diverse donne violentate da Epstein gridano a gran voce che l’oscuramento dei file è solo per coprire le “schifezze” del lato oscuro del potere, la classe dei potenti miliardari – compreso Donald Trump –,   Il dipartimento di Giustizia continua a replicare che le censure (omissis) sono esclusivamente per tutelare la privacy delle oltre 1200 vittime del finanziere pedofilo.

“Stiamo seguendo un processo molto metodico, con centinaia di avvocati che esaminano ogni singolo documento e si assicurano che i nomi delle vittime e qualsiasi informazione che le riguardi siano protetti e oscurati, esattamente come previsto dalla legge sulla trasparenza. Per quanto riguarda il presidente Donald Trump nessuna informazione relativa a lui sarà oscurata nei documenti già pubblicati o che saranno divulgati in futuro”, ha dichiarato il vice procuratore generale Todd Blanche.

 

Una delle figure di spicco che ha consentito di far riaprire il caso è Virginia Giuffre, vittima sacrificale di Epstein e della sua collaboratrice Maxwell. Le sue testimonianze hanno messo alla luce che non si trattava di un episodio singolo, ma bensì di una rete capillare di sfruttamento sessuale minorile (si annoverano diverse 14nni!). Nel giugno 2022 Ghislaine Maxwell è stata condannata a 20 anni di carcere per adescamento di minori e altri reati commessi con o per conto di Epstein. Ad aprile di quest’anno Virginia Giuffre si è suicidata dopo anni di battaglie legali ed enormi pressioni mediatiche.

Nel suo ultimo libro “Nobody’s Girl” descrive la rete estesa di abusi sessuali ad opera di Jeffrey Epstein dove anch’essa ne fu vittima, lanciando un avvertimento come un caso non isolato ma una goccia nell’oceano che implica i poteri forti a capo di una collettività americana zelante e menzognera che da diverso tempo sta coinvolgendo anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

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