A circa un mese dalla sperimentazione delle misure proposte da Foodinho srl, colosso del delivery che gestisce Glovo, a partire da “un compenso minimo di 3 euro a consegna e corrispettivo minimo orario lordo pari a 14 euro”, la richiesta di revoca del controllo giudiziario deve essere respinta e si chiede al gip di chiedere all’amministratore giudiziario “di far immediatamente cessare la situazione di illegalità in cui opera Foodinho srl” con i rider ancora sotto pagati e trattati come lavoratori dipendenti ma non assunti. È quanto si legge nelle 8 pagine del parere del pm di Milano, Paolo Storari, anticipate dal Corriere della Sera, depositate al gip Roberto Crepaldi in merito alla richiesta del colosso del delivery per la revoca del controllo giudiziario. Secondo quanto rileva il pm “ai lavoratori non viene retribuita circa il 30% dell’attività lavorativa” perché la cifra dei “i 14 euro non è riferito al tempo di messa a disposizione delle energie lavorative, bensì al solo tempo di esecuzione della singola consegna” “in contrasto con il costante orientamento della giurisprudenza di merito che considera come orario di lavoro l’intero periodo di disponibilità tra log-in e log-out sulla piattaforma”. “In altri termini: per più della metà dei rider il corrispettivo percepito nel mese di giugno 2026, rapportato al tempo effettivo di connessione attiva, risulta inferiore al minimo orario che la Società si è impegnata a garantire”. Inoltre, il sistema creato dalla società si “basa su una forte evasione contributiva” tanto che “l’onere contributivo è integralmente traslato sul prestatore e in larga parte non assolto” grazie a quello che Storari definisce una “operazione economica” “nella quale il costo contributivo del lavoro non grava sulla piattaforma” “ma è traslato su prestatori che in misura largamente prevalente non lo assolvono”. Altro passaggio centrale è che “i rider sono lavoratori subordinati” perché la “prestazione remunerata in effetti avviene all’interno deU’algoritmo e si basa sulla virtualizzazione di ordine e prestazione di consegna. Questo è ciò che viene remunerato. Dipende, quindi, in foto dall’azienda che lo gestisce” e il rider “mette a disposizione esclusivamente le proprie energie e il proprio tempo” una possibilità “astratta” di rifiutarla. Infine, contando anche il mancato rispetto delle norme di igiene e sicurezza, si vedono “condizioni minimali di lavoro dignitoso, che hanno una precisa rilevanza penalistica quale indice di sfruttamento e che allo stato Foodinho non rispetta”.
