Esteri

Carburante, Ryanair avverte: rischio stop a maggio se la guerra continua

di Giulia Rocchetti

 

La scadenza per risolvere il problema del carburante è ravvicinata: maggio. Se il conflitto in Iran dovesse protrarsi, le compagnie aeree europee potrebbero trovarsi di fronte a un’interruzione delle forniture, con effetti immediati sui prezzi dei voli.

Ad avvertire del rischio è Michael O’Leary, amministratore delegato di Ryanair, che in un’intervista a Sky News ha parlato di uno scenario ancora incerto ma potenzialmente critico già nelle prossime settimane: «Se la guerra continua e l’interruzione dell’approvvigionamento persiste, tra il 10 e il 25% delle forniture potrebbe essere colpito tra maggio e giugno».

 

Il punto centrale resta la tenuta dei flussi energetici nell’area del Golfo, e in particolare il passaggio nello Stretto di Hormuz, da cui transita una quota rilevante del petrolio mondiale. Un eventuale blocco o rallentamento avrebbe effetti immediati sul carburante per l’aviazione, settore tra i più esposti alle oscillazioni dei prezzi energetici.

Le conseguenze per i passeggeri si farebbero sentire nell’immediato. L’aumento dei costi operativi verrebbe infatti trasferito almeno in parte sui biglietti, proprio nel momento in cui la domanda cresce con l’avvio della stagione estiva. Le tariffe, già in risalita negli ultimi mesi, potrebbero subire ulteriori rincari tra fine primavera e inizio estate.

 

Ryanair, tuttavia, si presenta più protetta rispetto ad altri operatori. La compagnia ha coperto in anticipo circa l’80% del proprio fabbisogno di carburante fino a marzo 2027, fissando un prezzo medio di 67 dollari al barile. Una strategia che dovrebbe limitare l’impatto nel breve periodo, almeno per quanto riguarda i costi interni.

Più esposte risultano invece le compagnie con livelli di copertura inferiori, che potrebbero subire in modo più diretto le tensioni sul mercato. In caso di shock prolungato sull’offerta, il rischio è un effetto a catena sull’intero settore, con ripercussioni su prezzi, capacità e programmazione delle rotte.

Molto dipenderà dall’evoluzione del conflitto nelle prossime settimane. O’Leary individua una soglia temporale chiara: metà aprile. Se entro quella data la situazione dovesse stabilizzarsi e i flussi tornare regolari, i rischi per l’approvvigionamento si ridurrebbero sensibilmente. In caso contrario, le tensioni potrebbero estendersi all’inizio dell’estate, con un impatto diretto sul mercato dei voli.

Per ora, le compagnie osservano. Ma il margine di tempo è stretto, e il carburante resta la variabile decisiva per il trasporto aereo europeo.

Related posts

Il dolore del Papa per le stragi di migranti negli Usa e nel Mediterraneo

Redazione Ore 12

Iran, la guerra di Trump diventa Santa evocando l’Apocalisse di Giovanni

Redazione Ore 12

Cina in pressing sull’Italia per rilanciare la ‘via della seta’

Redazione Ore 12