Economia e Lavoro

Carburanti: ‘bruciato’ il taglio della accise sul diesel, in pressing i consumatori ‘è piena emergenza’

 

di Melania Di Giacomo (*)

 

Lo sconto sul diesel, con il taglio di 17 centesime sulle accise, è ormai sostanzialmente assorbito dall’aumento dei prezzi alla pompa: a una settimana dalla scadenza della misura, fissata per il 25 agosto, il gasolio è tornato sui livelli di inizio mese, facendo salire il pressing di consumatori e imprese per un nuovo intervento .

Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, il prezzo medio del gasolio in modalità self service sulla rete stradale nazionale è di 2,099 euro al litro, contro i 2,093 euro di ieri e i 2,10 euro registrati il 4 agosto, giorno in cui il governo aveva disposto la nuova proroga del taglio della accise, limitata con gli ultimi due interventi al solo gasolio, impiegando 245 milioni coperti in gran parte con tagli ai ministeri. In autostrada il diesel arriva invece a 2,173 euro al litro, contro i 2,170 euro di ieri e allo stesso livello del 4 agosto.

Anche la benzina continua a salire. Sulla rete nazionale il prezzo medio del self è di 1,994 euro al litro, mentre in autostrada raggiunge 2,073 euro. Numeri che, secondo le associazioni, mostrano come il beneficio dello sconto fiscale si sia rapidamente ridotto.

A pesare è anche l’andamento del petrolio. Dopo la scadenza della tregua tra Stati Uniti e Iran, il Brent si avvicina ai 91 dollari al barile, mentre il Wti supera gli 84 dollari. Una dinamica che rischia di alimentare ulteriormente la pressione sui prezzi dei carburanti proprio alla vigilia della scadenza dell’ultimo decreto accise e in concomitanza con il rientro dalle ferie.

I prezzi dei carburanti non solo tornano ai valori del 4 agosto, quando il governo ha prorogato il taglio delle accise, ma addirittura quelli della benzina superano sia in autostrada che sulla rete ordinaria i livelli del 27 luglio, prima del varo dello sconto fiscale, che come noto ha interessato solo il gasolio, come si evince da una elaborazione del Condacons. Dal confronto tra i prezzi dei carburanti del 27 luglio, prima del taglio delle accise, e quelli rilevati il 18 agosto emerge che sulla rete ordinaria, la benzina è passata da 1,982 a 1,994 euro al litro, con un aumento di 1,2 centesimi, per un pieno, questo si traduce in una maggiore spesa di circa 0,6 euro. Il gasolio, invece, è sceso da 2,185 a 2,099 euro al litro, con una riduzione di 8,6 centesimi e un risparmio di circa 4,3 euro a pieno. Tuttavia, rispetto a quanto sarebbe stato possibile risparmiare con uno sconto di 17 centesimi al litro, la spesa per un pieno risulta ancora superiore di circa 4,2 euro. “I prezzi alla pompa sono tornati su livelli di piena emergenza: chi viaggia a benzina paga oggi più di prima che il governo intervenisse, mentre sul gasolio la riduzione effettiva dei listini è pari a circa la metà dello sconto fiscale – afferma il Codacons – È quindi indispensabile non solo prorogare il taglio delle accise, ma anche estenderlo alla benzina. Senza un intervento, il grande controesodo estivo rischia di rimanere scoperto proprio quando milioni di italiani si sposteranno in auto, con il pericolo di una nuova stangata sui rifornimenti”. L’Unione nazionale consumatori chiede di prorogare il taglio almeno fino alla prima settimana di settembre e di ricalibrarlo, aumentando ed estendendolo alla benzina oltre che al diesel sia alla benzina. Il presidente Massimiliano Dona invita inoltre il governo a decidere i rinnovi “con almeno due giorni di anticipo rispetto alla scadenza”, per evitare l’incertezza agli automobilisti.

Pressing che arriva anche dal mondo delle imprese. Per Confimprenditori, il superamento della soglia dei 2 euro al litro sta facendo lievitare i costi di trasporto, produzione e distribuzione. Particolarmente esposti sono autotrasportatori e pesca, con il rischio di una riduzione degli investimenti e dell’occupazione. “Le aziende sono allo stremo”, sottolinea il presidente Stefano Ruvolo. Sulla stessa linea la Fapi (Federazione Autonoma Piccole Imprese). Per Gino Sciotto, “la dinamica dei prezzi sta rapidamente assorbendo il beneficio” e questo “impone di valutare ulteriori interventi per contenere il costo dei carburanti”.

(*) La Presse

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