Economia e Lavoro

Carburanti, Codacons: “Ora rischio effetto domino su prezzi al dettaglio”. Chiesta anche la detrazione dalle tasse dei libri scolastici

 

Il caro-carburanti rischia ora di produrre un effetto domino sui prezzi al dettaglio, trasferendo i maggiori costi dei trasporti sui listini di beni e servizi. Lo afferma in una nota il Codacons, che lancia l’allarme sulle possibili conseguenze dei forti rincari registrati nelle ultime settimane da benzina e gasolio. “In un Paese come l’Italia, dove oltre l’80% del trasporto terrestre delle merci avviene su gomma, l’aumento del prezzo del gasolio – prosegue la nota – determina inevitabilmente maggiori costi per l’autotrasporto e la distribuzione. Costi che rischiano di essere scaricati, in tutto o in parte, sui consumatori finali attraverso aumenti dei prezzi nei negozi e nei supermercati. Il pericolo riguarda in particolare i prodotti alimentari e i beni di largo consumo, caratterizzati da una filiera che comporta numerosi spostamenti su gomma, dalla produzione fino ai punti vendita”. “Dopo la stangata alla pompa, i cittadini rischiano quindi di subire una seconda stangata al momento di fare la spesa – fa sapere il Codacons -. L’aumento dei carburanti non colpisce soltanto chi utilizza un’automobile, ma può propagarsi all’intera economia attraverso l’incremento dei costi di trasporto e distribuzione”. Proprio per questo il Codacons chiede al governo di attivare un monitoraggio sull’andamento dei prezzi al dettaglio nelle prossime settimane, con particolare attenzione ai generi alimentari e ai prodotti di largo consumo, verificando che gli eventuali rincari siano realmente giustificati dall’aumento dei costi sostenuti dalle imprese. “Il rischio è che il caro-carburanti venga utilizzato come alibi per applicare aumenti dei listini superiori agli effettivi maggiori costi – prosegue il Codacons -. Ogni incremento anomalo o ingiustificato deve essere individuato tempestivamente, per evitare nuove speculazioni a danno delle famiglie”. “Il governo deve quindi intervenire non solo per contenere i prezzi alla pompa, ma anche per impedire che la corsa di benzina e gasolio inneschi una nuova spirale inflazionistica, aggravando ulteriormente la spesa quotidiana delle famiglie italiane”.  Proprio per questo il Codacons chiede al governo di attivare un monitoraggio sull’andamento dei prezzi al dettaglio nelle prossime settimane, con particolare attenzione ai generi alimentari e ai prodotti di largo consumo, verificando che gli eventuali rincari siano realmente giustificati dall’aumento dei costi sostenuti dalle imprese.

“Il rischio è che il caro-carburanti venga utilizzato come alibi per applicare aumenti dei listini superiori agli effettivi maggiori costi – prosegue il Codacons -. Ogni incremento anomalo o ingiustificato deve essere individuato tempestivamente, per evitare nuove speculazioni a danno delle famiglie”.

“Il governo deve quindi intervenire non solo per contenere i prezzi alla pompa, ma anche per impedire che la corsa di benzina e gasolio inneschi una nuova spirale inflazionistica, aggravando ulteriormente la spesa quotidiana delle famiglie italiane”, conclude la nota. Poi il Codacons affronta anche lo spinoso capiyolo dei libri di testo scoastici.

Libri testo e materiale siano detraibili da tasse

Con l’avvio del nuovo anno scolastico, la spesa per libri di testo, corredo e materiale può raggiungere fino a 1.300 euro a studente. Per alleggerire il peso sui bilanci familiari, il Codacons chiede al governo di rendere detraibili dalle tasse anche libri di testo, quaderni, cancelleria e materiale didattico necessario alla frequenza scolastica.

Oggi la normativa – prosegue il Codacons in una nota – prevede agevolazioni fiscali per una serie di spese legate alla frequenza scolastica, ma lascia fuori proprio alcune delle voci che ogni anno incidono maggiormente sui bilanci familiari, a partire dai libri di testo e dal materiale di cancelleria acquistati autonomamente. Una situazione paradossale, considerato che non si tratta di consumi voluttuari o facoltativi, ma di acquisti necessari per consentire agli studenti di seguire le lezioni e assolvere all’obbligo scolastico.

“Non è comprensibile che una famiglia possa portare in detrazione alcune spese legate alla scuola ma non possa fare altrettanto con i libri di testo e il materiale didattico che è obbligata ad acquistare – dichiara il Codacons -. Il diritto allo studio comporta ogni anno costi rilevanti a carico dei genitori e il sistema fiscale deve riconoscere pienamente la natura essenziale di tali spese”. Per questo il Codacons chiede al governo di intervenire, estendendo la detrazione Irpef del 19% agli acquisti documentati di libri di testo, quaderni, cancelleria, materiale tecnico e artistico e strumenti didattici richiesti dagli istituti scolastici.

Una misura che, secondo l’associazione dei consumatori, consentirebbe di alleggerire concretamente il peso della scuola sui bilanci familiari e che dovrebbe essere riconosciuta a tutte le famiglie, senza trasformare ancora una volta un intervento di carattere generale in un bonus limitato esclusivamente a determinate fasce di reddito.

“Se l’istruzione è un diritto costituzionalmente garantito, anche il fisco deve trattare in modo coerente le spese necessarie a esercitarlo. Libri e materiale scolastico non sono un lusso: sono strumenti indispensabili per studiare”, conclude il Codacons.

In arrivo stangata d’autunno da +633 euro a famiglia

“Sulle tasche degli italiani è in arrivo una stangata d’autunno stimata in +633 euro a famiglia”. È la stima del Codacons, che ha realizzato una elaborazione sulle maggiori spese che attendono le famiglie al rientro dalle vacanze estive e nel prossimo trimestre, alla luce dell’attuale situazione geopolitica.

La voce che inciderà di più in modo diretto e indiretto sulle tasche dei consumatori è quella relativa all’energia – spiega il Codacons – Il prezzo dell’elettricità monitorato è infatti passato dai 112 euro/MWh nella media del trimestre settembre/ottobre/novembre 2025 agli attuali 180 euro/MWh, con un balzo del +60,7%. Va ancora peggio per il gas, con l’indice Psv salito da 0,358 euro/Smc nel trimestre autunnale del 2025 ai circa 0,750 euro/Smc di agosto, con un aumento del +109%. Se i prezzi dell’energia si manterranno ai livelli attuali, la spesa di una famiglia media per le bollette di luce e gas potrebbe salire di complessivi 205 euro tra settembre e novembre, secondo la previsione del Codacons.

Altra nota dolente quella relativa ai carburanti: qualora i listini al dettaglio dovessero rimanere sui livelli attuali, la maggiore spesa solo a titolo di rifornimenti ai distributori nel trimestre considerato (nell’ipotesi di due pieni al mese) sarebbe di +145 euro sullo stesso periodo del 2025 in caso di auto alimentata a gasolio, +93 euro per una vettura a benzina, aggiunge l’associazione. Le tensioni sui mercati energetici e sui carburanti faranno salire i prezzi al dettaglio in una moltitudine di settori, a partire dagli alimentari: nell’ipotesi di un incremento dei listini di cibi e bevande del +3% nel periodo settembre-novembre, una famiglia si troverebbe a spendere circa 70 euro in più solo per mangiare. Ripercussioni anche sul fronte dei trasporti, settore che sta risentendo in modo particolare della delicata situazione internazionale, comparto dove la maggiore spesa dovrebbe attestarsi a +68 euro a famiglia nel prossimo trimestre. Anche per mangiare fuori casa, come attestano gli ultimi dati Istat, si spende di più: in base alle stime del Codacons l’aggravio sulla spesa relativa a bar, ristoranti, pizzerie, ma anche food delivery, ecc. sarà di circa 20 euro a nucleo. Infine le famiglie che hanno figli in età scolastica dovranno fare i conti con la riapertura delle scuole e l’acquisto di corredo e libri, spesa che può raggiungere i 1.300 euro a studente: al momento si registrano aumenti del +1,8% per i libri di testo e tra il +2% e il +4% per il materiale scolastico, pari ad un incremento di spesa da +32 euro a famiglia rispetto lo scorso anno. “Il conto totale della stangata autunnale per una famiglia che dispone di due autovetture (una a benzina e una a gasolio) e ha un figlio in età scolastica raggiungerà quindi quota 633 euro, dato su cui pesa come un macigno l’effetto della guerra in Iran e che, ovviamente, risentirà in positivo o in negativo dell’evolversi della situazione internazionale nelle prossime settimane”, conclude il Codacons.

RED

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