Economia e Lavoro

Carburanti: Pichetto Fratin, controlli contro speculazioni, ma niente panico

 

Contro le speculazioni ed i rincari il Governo cerca di trovare una strada che tuteli i consumatori e le imprese, su questo da registrare la presa di posizione del ministro dell’ambiente Pichetto Fratin:

“Polso fermo” e “niente panico. C’è la fretta di dire facciamo subito qualcosa, ma troppa fretta rischia di fare peggio. Siamo in una situazione molto instabile, basti guardare le oscillazioni del prezzo del petrolio, che cambia moltissimo nel giro di un quarto d’ora. È chiaro che mettiamo la massima attenzione a tutto quello che sta accadendo ma questa enorme incertezza ci obbliga a essere solidi e ad agire con grande cautela. Non vogliamo sottovalutare ma neanche terrorizzare”. Lo dice in un’intervista al Corriere della Sera il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin. “Io voglio trasmettere un messaggio tranquillizzante. Ma certo, se mi chiedete se sono preoccupato, lo sono, soprattutto per queste oscillazioni di prezzo del petrolio”, spiega. “Proprio per questa instabilità, non si può scherzare con norme e interventi a caso. Prima di intervenire serve chiarezza e avere una idea dei tempi: quanto può durare ancora questa situazione? Quando riaprirà il traffico navale nello Stretto di Hormuz? C’è ancora troppa incertezza”. Il decreto Bollette potrebbe essere ritoccato con nuove misure? “Tutto si può cambiare fino a che non c’è l’approvazione finale. Ma ricordo che il provvedimento contiene una parte strutturale non legata alla contingenza attuale. La parte a favore delle imprese era un sollievo per loro, ma certo, ora qualcosa andrà rivisto”, sottolinea. Arriverà il provvedimento sulle accise mobili? “È una valutazione che stiamo facendo, considerando che c’è già una norma del 2023 su questo”, dice. Quanto agli aumenti straordinari dei carburanti “è chiaro che in una situazione così instabile, c’è chi ne approfitta con chiare operazioni speculative. Ma noi ci stiamo lavorando e monitoriamo la situazione momento per momento e andiamo avanti con i controlli per evitare gli abusi. Però va ricordato anche che il quadro è internazionale, non nazionale, e per affrontare la situazione serve una cooperazione tra Stati europei, ci sono decisioni da prendere insieme”, dichiara il ministro. Al G7 Energia “è stata esaminata la situazione del gas e del boom del prezzo del petrolio. Dopo una verifica del livello degli stoccaggi, c’è l’impegno da parte dei Paesi a utilizzare le riserve per sopperire alla mancanza di petrolio e alle oscillazioni del suo prezzo. E poi si è sottolineato il dovere di solidarietà tra i Paesi, sia a livello europeo che internazionale”. Quante scorte ha l’Italia? “Molto buone, tra le più alte d’Europa: abbiamo 8 miliardi di metri cubi di gas pari a 2 anni di prelievo di gas liquido naturale dal Qatar, che copre circa il 10% della nostra domanda di gas. Il resto del nostro gas arriva dagli Usa (40%), e il 50% viene dalle pipeline di Azerbaijan, Algeria, Norvegia, Libia. Via tubo abbiamo aggiunto 12 miliardi di metri cubi di gas nei rigassificatori, possiamo parlare di Italian Hub. Ma è chiaro”, evidenzia, “che dobbiamo stare attenti non solo alla quantità ma anche al prezzo”.

Red

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