di Ortensio Palmense
Anche in queste ore sono continuate le riflessioni e le proposte delle Associazioni dei Consumatori, dopo la diffusione dei dati Istat sull’inflazione, dati che leggono il fenomeno in discesa, sul punto però non c’è sintonia ed è partita una nuova levata di scudi.
Adoc, l’estate dei consumatori è un salasso continuo
“Non possiamo cantare vittoria. I dati Istat sui prezzi al consumo che registrano un aumento del 3% su base annua vanno valutati con estrema cautela, poiché si tratta di timidi segnali di frenata che non bastano assolutamente a dare un reale sollievo ai consumatori, i quali continuano a subire una pressione insostenibile sul costo della vita quotidiana. Riteniamo che un’inflazione che viaggia ancora su questi livelli eroda costantemente il potere d’acquisto di salari fermi da troppo tempo, colpendo duramente soprattutto le spese necessarie a cui nessuno può rinunciare per vivere dignitosamente”. Così Adoc in una nota. “In questo scenario, ci preoccupa in modo particolare la netta controtendenza registrata sul fronte dei beni energetici, dove assistiamo a una vera e propria stangata, con gli energetici regolamentati che subiscono un’accelerazione brusca passando dal 5,6% al 9,2% e quelli non regolamentati che balzano addirittura al 13,3%. Questa impennata rischia di azzerare i piccoli progressi registrati in altri settori, mentre i prodotti ad alta frequenza d’acquisto calano solo lievemente al 3,9%, una percentuale ancora decisamente troppo alta, che continua a pesare sui bilanci domestici di milioni di persone”, segnala. “A esasperare un quadro già critico si aggiunge la nuova emergenza legata ai prezzi dei carburanti alla pompa, tornati a salire a causa delle crescenti tensioni nello stretto di Hormuz -dice ancora l’associazione – Questa fiammata colpisce i consumatori proprio a ridosso delle partenze estive, innestandosi su tariffe già elevate. Gli ultimi dati del Mimit certificano che il prezzo medio in modalità self service sulla rete stradale nazionale ha raggiunto 1,911 euro al litro per la benzina e ben 2,040 euro al litro per il gasolio. Lo scenario diventa ancora più insostenibile sulla rete autostradale, dove per un litro di benzina in modalità self si spendono mediamente 1,998 euro e per il gasolio si arriva addirittura a 2,111 euro. Troviamo inaccettabili questi rincari che gli automobilisti saranno costretti a sostenere tra luglio e agosto. Come se non bastasse, registriamo anche una pesante impennata delle tariffe del trasporto aereo, con prezzi dei biglietti fuori controllo e l’aumento delle rate dei mutui a causa del rialzo dei tassi di interesse. Di fronte a questa situazione, è indispensabile e urgente un cambio di passo: chiediamo al Governo di intervenire con misure strutturali a sostegno dei redditi medio-bassi, per evitare che la povertà energetica e alimentare colpisca fasce sempre più ampie di popolazione. Al contempo, è necessario che il lavoro prezioso che svolge la Commissione di sorveglianza sui prezzi venga potenziato per tutelare i consumatori da speculazioni e aumenti ingiustificati”.
Federconsumatori, famiglie toccano con mano aumenti ogni giorno
“L’Istat conferma, a giugno, il tasso di inflazione al +3% (in lieve flessione dal 3,2% del mese precedente). Una minima frenata dovuta alla riduzione dei prezzi degli alimentari non lavorati (da +5,5% a +4,4%), dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +2,7%) e dei servizi relativi ai trasporti (da +1,7% a +1,1%). In controtendenza, invece, i prezzi dell’energia: salgono da +5,6% a +9,2% i beni energetici regolamentati e da +12,5% a +13,3% i non regolamentati. Aumenti che le famiglie toccano con mano ogni giorno, quando pagano le bollette e, soprattutto, quando fanno rifornimento di carburante”. Così l’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha commentato i dati dell’inflazione di giugno. L’osservatorio ha poi “recentemente calcolato che gli attuali sovrapprezzi sui costi dei carburanti generano un aggravio di oltre 265,00 euro annui a famiglia (tra costi diretti, per i rifornimenti, e costi indiretti, dovuti alle ripercussioni sui prezzi dei beni trasportati su gomma). A rendere ancora più drammatico questo dato contribuiscono le stime del nostro osservatorio sulle ricadute generali di un tasso di inflazione a questi livelli: pari a +991,80 euro annui a famiglia. Aggravi che si sommano a quelli subiti negli ultimi anni, a fronte di retribuzioni e pensioni ferme. Le famiglie, in questo scenario, sono costrette a tagliare, persino sul consumo energetico e alimentare: per questo è necessario agire ora, riportando al centro del dibattito politico i cittadini, i loro bisogni, le loro esigenze, tra cui certamente non rientrano né la caccia né i caccia”. Per questo Federconsumatori rivendica “misure concrete a sostegno del potere di acquisto di famiglie e pensionati, quali: Una rimodulazione, anche temporanea, delle aliquote IVA su un paniere di beni essenziali. Un bonus energia più consistente, ed esteso a una platea di famiglie più ampia. La creazione di un Fondo di contrasto alla povertà energetica ed alimentare per aiutare e sostenere i nuclei più vulnerabili. La realizzazione della riforma degli oneri di sistema sui beni energetici, spostandone alcuni sulla fiscalità generale. Monitoraggi, controlli e interventi sanzionatori contro le speculazioni lungo le filiere, in particolare per i prodotti di largo consumo e i carburanti. Una riforma fiscale equa, davvero tesa a sostenere i bassi redditi e i redditi medi, quelli colpiti più duramente da queste dinamiche. L’imposizione di una adeguata tassazione degli extraprofitti delle aziende energetiche e non solo, per finanziare misure di sostegno”.
