Economia e Lavoro

Casa: efficienza energetica, più valore immobili con qualità energetica

 

“Nel 2025 migliora l’apprezzamento per la qualità energetica dell’immobile, nonostante circa il 75% del patrimonio immobiliare italiano sia ancora obsoleto e inefficiente”. Questo quanto emerge dal rapporto Fiaip monitora Italia sul mercato immobiliare, elaborato dal centro studi Fiaip attraverso le rilevazioni degli agenti immobiliari associati, in collaborazione con Enea e I-Com. Nella parte dedicata all’efficientamento energetico degli immobili “quasi il 70% degli operatori segnala la necessità di disporre di strumenti di quotazione più evoluti, in grado di valorizzare adeguatamente il premio energetico degli immobili ristrutturati e ad alta efficienza (‘ristrutturato green’)”. Allo stesso tempo, “le classi energetiche meno performanti continuano a rappresentare la quota prevalente del patrimonio immobiliare analizzato”. Gli edifici nelle classi E, F e G costituiscono “circa il 61% delle villette a schiera e arrivano fino al 71% nel caso di monolocali e trilocali, con un andamento sostanzialmente stabile rispetto al 2024”. Secondo il rapporto si registrano alcune variazioni nella distribuzione delle compravendite per tipologia di immobile: “rispetto all’anno precedente aumentano di circa 6 punti percentuali le transazioni relative a bilocali e ville unifamiliari efficientate, mentre diminuiscono leggermente quelle delle tipologie abitative di dimensioni intermedie”. Emergono poi “differenze significative nella distribuzione delle classi energetiche in funzione dell’ubicazione degli immobili”. Nelle zone di estrema periferia gli immobili compravenduti appartengono prevalentemente alle classi meno performanti (E, F e G) e la quota degli edifici più efficienti (A e B) raggiunge appena il 5%. Nelle zone di pregio la percentuale di immobili nelle classi energetiche più elevate si avvicina al 50%, confermando come la qualità energetica stia diventando sempre più un fattore di valorizzazione del patrimonio immobiliare. Gli agenti immobiliari segnalano come l’attestato di prestazione energetica (ape) venga percepito “sempre più dagli acquirenti come uno strumento utile per orientarsi verso abitazioni meno energivore”, pur non rappresentando ancora un elemento decisivo nelle scelte di acquisto. Il mercato sconta oggi una evidente asimmetria: “la domanda mostra una crescente attenzione alla qualità energetica degli immobili, mentre oltre il 54% dei venditori non riesce ancora a riconoscere e valorizzare adeguatamente il peso della classe energetica nella determinazione del prezzo o nella preparazione dell’immobile alla vendita”. Questa situazione è “legata anche alla mancanza di misure e incentivi stabili nel tempo. Il credito e i mutui green restano ancora frammentati e poco conosciuti dagli acquirenti”. È in crescita nel 2025 l’impatto della qualità energetica dell’immobile sul prezzo di vendita.

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