Cronaca

Caserta: confiscati 4 terreni per 1 mln a Sandokan, capo clan Casalesi

La Corte di Appello di Napoli ha emesso un’ordinanza di correzione del decreto di confisca n. 63/96, pronunciato dalla stessa Corte il 14 febbraio 1996 e irrevocabile dal 27 febbraio 1997, finalizzata alla confisca definitiva di quattro terreni agricoli, per un’estensione complessiva di circa 15 ettari, facenti parte dell’azienda agricola “Tenuta Ferrandelle” a Santa Maria la Fossa (CE), riconducibili a Francesco Schiavone, alias “Sandokan”, capo clan dei Casalesi.

Le complesse indagini economico-patrimoniali, condotte dalla Sezione Misure di Prevenzione del Gruppo Tutela Economia del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Caserta, hanno consentito di accertare l’esatta estensione e l’individuazione delle particelle catastali sfuggite, a causa del frazionamento dei terreni, all’originario decreto di sequestro di prevenzione del 1996 nei confronti di Schiavone. In tal modo è stato possibile preservare dall’applicazione della confisca alcune aree della “Tenuta Ferrandelle”, successivamente assegnate alla società consortile Agrorinasce, attuale affidataria dei beni, impegnata nella realizzazione di progetti concreti per il recupero e la valorizzazione dei patrimoni confiscati alla camorra.

Grazie a questa attività, sono stati restituiti alla collettività oltre 15 dei 56 ettari di terreno riconducibili a Schiavone, permettendo la confisca definitiva di quattro terreni agricoli a Santa Maria la Fossa, per un valore complessivo stimato superiore a 1 milione di euro.

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