Primo piano

Clima, attenzione il cervello può diventare più piccolo

I cambiamenti climatici potrebbero incidere sulla crescita di una parte fondamentale del corpo umano. Lo studio dell’Università di Cambrdge

Il corpo umano, e in parte il suo cervello, sono stati modellati dai cambiamenti climatici che hanno determinato una loro crescita nei periodi più freddi e una diminuzione delle dimensioni durante quelli più caldi.
E’ la conclusione di uno studio dell’Università di Cambridge e di quella tedesca di Tubingen che hanno incrociato i dati di 300 fossili umani con i modelli climatici degli ultimi 300 mila anni con l’intento di determinare l’incidenza precisa del clima sull’evoluzione dell’uomo.
Oggi siamo molto più grandi rispetto alle prime specie umane, a partire dall’Homo sapiens, e il nostro cervello e’ tre volte piu’ esteso rispetto a quello degli umani vissuti un milione di anni fa.
Dall’analisi di fossili umani risalenti a diversi periodi – epoche del Pleistocene medio, Neanderthal, Homo sapiens – la ricerca, pubblicata sulla rivista Nature Communications, ha riscontrato un legame molto stretto tra l’andamento climatico e la crescita delle dimensioni di corpo e cervello: durante quel periodo, temperature, piogge e altri fattori sono stati determinanti per l’evoluzione umana.
“Più fa freddo, più grandi sono gli umani e più producono calore” ha spiegato al Guardian Manuel Will, ricercatore della Tubingen.
La relazione tra clima e massa corporea è coerente con la regola di Bergmann ed era già stata evidenziata con alcune specie animali, come gli orsi polari e gli orsi bruni. Pertanto l’evoluzione dell’uomo non è stata cosìdiversa da quella osservata in altri mammiferi.
Inoltre lo studio ha mostrato un collegamento tra il clima e la grandezza del cervello, anche se in questo caso i fattori ambientali hanno avuto un’influenza minore rispetto a quella registrata sulle dimensioni corporee. In effetti i ricercatori hanno concluso che non è stata la variazione delle temperature a far crescere il cervello ma bensi’ condizioni climatiche più stabili. “Più stabile il clima è, più grandi sono i cervelli”.
Hai bisogno di molta energia per mantenere un cervello grande: vi si trova cibo più regolarmente e facilmente, quindi probabilmente il nutriumento è sufficiente per avere quell’energia” ha valutato Andrea Manica, un altro docente che ha preso parte allo studio.
“Il passato ci da’ indizi sul futuro: possiamo imparare da esso, ma non possiamo soltanto estrapolare” hanno sottolineato gli autori della ricerca. Tuttavia, alla luce di queste nuove prove, al momento non è possibile stabilire se l’attuale riscaldamento globale porterà in prospettiva a una riduzione delle dimensioni del corpo umano.
In effetti nell’evoluzione umana, oltre al clima e all’ambiente entrano in gioco diversi fattori cruciali – sociali, culturali, tecnologici – che combinati in modo complesso permettono di capirne completamente la traiettoria. Ecco perchè i modelli che gli scienziati intendono sviluppare incroceranno tutte queste componenti.

Related posts

Hezbollah si riorganizza per una guerra di logoramento con Israele

Redazione Ore 12

Bimbi in carcere al seguito delle madri recluse, primo sì della Camera alla proposta di legge che lo impedisce È stata approvata in prima lettura dalla Camera dei deputati la proposta di legge per impedire che i bambini piccoli si trovino a vivere in carcere al seguito delle madri recluse. Il provvedimento – a prima firma del deputato dem Paolo Siani e relatore Walter Verini – punta a promuovere il modello delle case famiglia e a escludere che le madri con figli conviventi di età inferiore ai 6 anni finiscano in carcere. Il testo propone anche l’assoluto divieto di applicazione di custodia cautelare in carcere per la donna incinta. È previsto anche, in presenza di esigenze cautelari di eccezionale rilevanza, il ricorso agli istituti a custodia attenuata per detenute madri. “È una questione di civiltà ma anche di diritti costituzionali negati”, ha detto l’onorevole Siani. Per diventare legge la proposta dovrà essere approvata anche dal Senato e poi ancora dalla Camera. Le misure previste nel provvedimento si applicano anche ai padri, qualora la madre sia deceduta o assolutamente impossibilitata a dare assistenza ai figli. La proposta di legge interviene anche sull’istituto del rinvio dell’esecuzione della pena, introducendo delle modifiche, ma soprattutto sulla disciplina delle case famiglia protette che si vogliono promuovere tramite la stipula da parte del ministero competente di convenzioni con gli enti locali (per individuare le strutture idonee). Durante la seduta sono stati approvati alcuni emendamenti: tra questi uno in particolare, rivendicato in Aula dalla Lega, sottolinea che, in ogni caso, è applicabile il “regime speciale” previsto dall’articolo 41-bis. Il primo firmatario della proposta, Paolo Siani del Pd, ha detto: “Si mette fine a una profonda ingiustizia, che condannava a vivere i primi anni di vita, i più importanti per un bambino, in un carcere. Nello stesso tempo, si pone il supremo interesse del minore in cima ai pensieri del legislatore. È una questione di civiltà ma anche di diritti costituzionali negati”. Il deputato ha aggiunto che, dopo il passaggio in Senato dove la proposta deve ancora essere approvata, “le case protette saranno l’unica scelta per far scontare la pena a una donna in gravidanza o con un bambino fino a sei anni di età, salvo esigenze cautelari di eccezionale rilevanza. Il Parlamento vuole lottare per tutte le persone innocenti, in primis i bambini. È una questione di civiltà”. Di “traguardo molto importante” ha parlato anche il relatore, Walter Verini: l’approvazione “rappresenta un importante passo in avanti verso la cancellazione di questa inammissibile, vergognosa situazione che si verifica nelle carceri italiane”.

Redazione Ore 12

Netanyahu: “A Gaza pronti alla tregua, non alla fine della guerra”

Redazione Ore 12