Commerzbank: Orlopp, Unicredit non ha compreso nostro modello di business
Commerzbank ha respinto l’offerta di acquisizione di UniCredit, accusando l’istituto di credito italiano di “tattiche ostili e descrizioni fuorvianti”. “Siamo sbalorditi che UniCredit abbia impiegato più di 18 mesi per presentare un piano unilaterale che denota una scarsa comprensione dei fattori chiave del nostro modello di business, nonostante i regolari incontri con gli investitori tenutisi in questo periodo”, ha dichiarato Bettina Orlopp, ceo di Commerzbank. “Commerzbank ha preso atto della presentazione di UniCredit SpA del 20 aprile 2026. Come affermato nella sua risposta del 7 aprile 2026, Commerzbank ha cercato di avviare un dialogo costruttivo con UniCredit. Tuttavia, ad oggi, UniCredit non ha fornito né un piano concreto per una fusione reciprocamente concordata e in grado di creare valore, né indicazioni attendibili su un adeguato premio di controllo. La comunicazione odierna di UniCredit ha ribadito queste fondamentali divergenze e ha chiarito alcuni dettagli relativi al suo approccio nei confronti di Commerzbank”, si legge in una nota. “Quello che UniCredit ha presentato oggi non è una fusione che crea valore. Si tratta di una proposta di ristrutturazione che deve essere valutata alla luce della nostra strategia attuale. La nostra strategia crea valore in modo dimostrabile e affidabile con un rischio di implementazione limitato. È sorprendente che UniCredit abbia impiegato oltre 18 mesi per presentare un piano scoordinato che, nonostante i regolari incontri con gli investitori durante questo periodo, dimostra una fondamentale mancanza di comprensione dei fattori chiave del nostro modello di business”, ha dichiarato Orlopp. Poi da registrare invece la posizione di Unicredit e le liee guida dell’Istituto
Commerzbank: Orcel, revisione Ops in base ad adesioni, ma dopo confronto
UniCredit delinea la roadmap per la creazione di valore con Commerzbank. A illustrarla agli analisti il ceo di Piazza Gae Aulenti Andrea Orcel. Dal banchiere una visione per la crescita di Commerz, ma anche critiche, aprendo anche alla possibilità di rivedere l’offerta pubblica di scambio lanciata a marzo per circa 35 miliardi, con l’obiettivo di salire oltre il 30% del capitale e, potenzialmente, arrivare al controllo dell’istituto tedesco. Un’ iniziativa che ha generato tensione con Francoforte anche politicamente. L’offerta, con un premio limitato rispetto alle quotazioni di mercato, (il 4% al momento dell’annuncio), vuole esser l’approdo di una strategia avviata nel 2024, quando la banca timonata da Orcel ha iniziato a costruire una partecipazione in quella guidata dalla ceo Bettina Orlopp. L’Ops sarà sottoposta agli azionisti di Commerzbank nelle prossime settimane. E oggi UniCredit ha reso pubblica la strategia. Un messaggio per persuadere il mercato, ma anche un pressing sulla governance tedesca. Da una parte UniCredit intravede per Commerzbank “un significativo potenziale di crescita e di riduzione dei rischi, addizionale rispetto all’attuale strategia tedesca ‘Momentum’, in grado di generare ulteriore valore”, con un “approccio volto ad accelerare la trasformazione di Commerzbank verso il futuro”. Unicredit ritiene che con il proprio modello l’utile netto della banca tedesca potrebbe salire da circa 4,5 miliardi a 5,1 miliardi nel 2028. Per arrivare a circa 6 miliardi nel 2030. Unicredit stima un utile netto di circa 21 miliardi di euro nel 2030 con la fusione con i tedeschi. Valutazioni che “si basano su informazioni di dominio pubblico e derivano dall’applicazione della comprovata esperienza di UniCredit Unlocked, che ha prodotto risultati eccellenti e un modello sostenibile di lungo periodo altamente convincente, sia a livello di Gruppo che in Germania, realizzato con un basso rischio di esecuzione”. Ma, d’altra parte, Piazza Gae Aulenti “in qualità di azionista rilevante, sempre UniCredit ritiene” anche che “Commerz non sia adeguatamente preparata ad affrontare le sfide future e sia eccessivamente concentrata sul conseguimento di risultati a breve termine”. E pensa che “debba riposizionarsi per essere pronta per il futuro, accelerando la crescita sostenibile e ponendo maggiore enfasi sugli investimenti e sul processo di trasformazione”. Troppa crescita internazionale non core e un business domestico che resta fragile. Da qui la necessità, per Orcel, di una profonda trasformazione, che faccia passare l’istituto tedesco da una crescita trainata da fattori esterni a una strutturale e sostenibile. Orcel ha poi chiarito i possibili esiti dell’Ops. Due gli scenari. Nel primo, Unicredit resta sotto la soglia di controllo: una situazione “gestibile” se garantisce ritorni superiori al costo del capitale, con rendimento netto oltre il 20%. Nel secondo, invece, Piazza Gae Aulenti ottiene il controllo e una “transazione strategicamente e industrialmente valida”. Entrambe le ipotesi per Orcel “sono una vittoria per Unicredit”. E sul tema della possibile revisione dell’offerta, “l’esito dipende dal livello di adesioni e da una maggiore trasparenza da parte di Commerz”, ha spiegato Orcel. Precisando che “considereremmo una revisione solo a valle di un confronto serio” con Commerzbank “che non ha avuto luogo”. Commerz “rimarrebbe una banca indipendente fino al 2028”, il tempo per allinearla industrialmente e culturalmente. La fusione – ha assicurato Orcel – è ciò di cui sia la Germania che l’Europa “hanno sempre più bisogno”.
Unicredit: Berlino ribadisce, inaccettabile acquisizione ostile di Commerzbank
“La posizione del governo tedesco è ben nota e invariata: il governo sostiene la strategia di Commerzbank di mantenere la propria indipendenza. Un’acquisizione ostile sarebbe inaccettabile, soprattutto considerando l’importanza sistemica di Commerzbank”. Lo ha detto a LaPresse un portavoce del ministero delle Finanze tedesco, in merito alle dichiarazioni del ceo di Unicredit, Andrea Orcel, in occasione della presentazione dell’approccio per l’acquisizione di Commerzbank da parte dell’istituto italiano. “Non commenteremo le dichiarazioni di UniCredit”, ha poi aggiunto il portavoce riguardo alle critiche rivolte alla strategia della banca tedesca, secondo Unicredit “non adeguatamente preparata per affrontare le sfide future” ed “eccessivamente concentrata sul conseguimento di risultati a breve termine”.
Red
