Cronaca

Costa Concordia: 13 anni fa una tragedia umana ed economica

di Gianluca Maddaloni

 

Nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012, il naufragio della Costa Concordia provocò la morte di 32 persone tra passeggeri e membri dell’equipaggio. L’imbarcazione, nei pressi dell’Isola del Giglio, entrò in collisione con il gruppo di scogli “delle Scole”, aprendo una falla lunga circa 70 metri sul lato sinistro della carena. Questo disastro marittimo, uno dei più gravi e mediaticamente rilevanti degli ultimi decenni, segnò profondamente l’industria crocieristica, l’ambiente marino e l’economia locale. La Costa Concordia, una nave da crociera della compagnia Costa Crociere, trasportava oltre 4.200 persone tra passeggeri e membri dell’equipaggio. Al comando vi era il capitano Francesco Schettino, che stava eseguendo una manovra chiamata “inchino” un avvicinamento alla costa per offrire uno spettacolo scenografico ai passeggeri e agli abitanti locali. Tuttavia, durante questa manovra, la nave urtò uno scoglio sommerso vicino al Giglio, causando una falla che compromise diversi compartimenti stagni. L’impatto portò alla perdita di controllo della nave, che si inclinò progressivamente sul fianco destro fino a poggiarsi parzialmente sul fondale. Trentadue persone persero la vita, e decine rimasero ferite. Un disperso non fu mai ritrovato. I soccorsi furono estremamente complessi a causa della rapida inclinazione della nave e del caos generatosi tra i passeggeri. L’evacuazione si rivelò caotica e mal organizzata, con gravi critiche rivolte al capitano Schettino, accusato di aver abbandonato la nave prima che tutti fossero evacuati, violando la regola del “capitano ultimo ad abbandonare la nave”. Nel 2017, Schettino fu condannato a 16 anni di carcere per omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono della nave. La Costa Concordia rimase inclinata e semi-affondata vicino alla costa dell’isola per oltre due anni. Il relitto fu rimosso nel 2014 con un’operazione di recupero senza precedenti nella storia marittima, che comportò costi complessivi superiori a 1,2 miliardi di euro. L’intervento fu finanziato principalmente da Costa Crociere e dai suoi assicuratori. La nave fu poi trasportata al porto di Genova per essere smantellata. Oltre ai costi di recupero, la compagnia ha pagato risarcimenti stimati in oltre 300 milioni di euro, destinati alle famiglie delle vittime, ai passeggeri sopravvissuti e ai dipendenti coinvolti. A ciò si aggiungono i danni reputazionali subiti da Costa Crociere, che ha dovuto affrontare una perdita significativa di clienti e investire in costose campagne di marketing per riposizionare il proprio marchio. Il naufragio ha avuto gravi ripercussioni sull’ambiente marino, con danni significativi all’ecosistema dell’Isola del Giglio. La presenza del relitto e la dispersione di materiali inquinanti hanno compromesso la biodiversità locale, causando problemi anche al settore della pesca e al turismo. L’economia locale ha sofferto per anni. Le attività turistiche, pilastro dell’economia dell’isola, hanno subito un duro colpo sia durante la presenza del relitto sia a causa del danno d’immagine legato alla tragedia. L’incidente della Costa Concordia ha rappresentato un punto di svolta per il settore delle crociere, portando a una revisione globale delle norme di sicurezza marittima. Tuttavia, l’episodio rimane un monito delle conseguenze che una gestione negligente della sicurezza può avere, non solo in termini umani ma anche economici e ambientali.

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