Cronaca

Crans Montana, la struggente lettera di una sopravvissuta: “Non so come sono sopravvissuta”

“Era la mia prima volta in Svizzera. Avevamo organizzato una bellissima cena in appartamento e avevamo raggiunto la piazza per il conto alla rovescia. Eravamo felici, con la spensieratezza che si ha a questa età. E’ stato un caso trovarsi li, volevamo solo far durare la festa ancora un po’ e avevamo optato per Le Constellation. Non avrei mai immaginato che quella serata avrebbe stravolto le nostre vite in un istante”. E’ il racconto di Eleonora, una delle sopravvissute della strage di Crans-Montana, ora ricoverata al Niguarda di Milano, in una lettera inviata al Tg1.
“Una volta varcata la soglia tutto è precipitato. Sono stata spinta dalla folla e divisa da Filippo. Sapere lui al sicuro è stato il mio unico sollievo. Poi il fumo, e il calore che saliva, quella lingua di fuoco che arrivava dalle scale. Per la prima volta nella vita – ha aggiunto la ragazza – io che cerco sempre una soluzione, ho pensato di non farcela. Ero in trappola, l’aria era tossica. Ma nel buio qualcosa dentro di me ha lottato più forte della paura”.
“Non ho ricordi chiari di come sono uscita ma il mio istinto di sopravvivenza mi ha guidato fuori da quell’inferno. Adesso ci sono giorni fatti di sollievo e altri in cui prevalgono il bisogno di silenzio. So che la strada è lunga”, ha concluso.

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