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Cuba: 100 anni da nascita Fidel Castro, sua eredità pesa ancora su Paese in crisi

 

Fidel Castro avrebbe compiuto 100 anni oggi, 13 agosto, e la sua lunga ombra continua a incombere sull’isola: alcuni cubani lo venerano e ne sentono la mancanza, mentre altri lo considerano l’artefice del sistema che ha portato Cuba alla crisi attuale. Questa settimana l’isola ha commemorato Castro con eventi tra cui la Fiera Internazionale del Libro, mostre d’arte, concerti e incontri di esponenti di organizzazioni di sinistra provenienti da tutto il continente. Manifesti con la sua immagine sono affissi negli ospedali, mentre cartelloni con i suoi slogan, tra cui il celebre ‘Patria o morte’, costeggiano le strade. La sua presenza è così familiare che molti cubani si riferiscono semplicemente a lui come “Fidel”. “Credo che Fidel Castro lasci a Cuba un’eredità di dignità, moralità, lavoro instancabile e attenzione verso i poveri”, ha detto all’Associated Press lo scrittore e saggista Miguel Barnet, che è anche membro dell’Assemblea nazionale. “E una filosofia tradotta in politiche concrete in ambiti come la cultura, l’istruzione e la sanità pubblica”, ha aggiunto. Il centenario di Castro arriva mentre Cuba affronta una pressione sempre più forte, iniziata quando l’amministrazione Trump ha imposto un blocco del carburante a gennaio, seguito da una serie di sanzioni volte a spingere il governo comunista ad apportare cambiamenti politici ed economici. Le misure hanno aggravato una crisi economica che dura da anni, alimentata dalle precedenti sanzioni statunitensi e da una fallita riforma finanziaria interna. Per i cubani, gli effetti sono stati di vasta portata: prolungate interruzioni di corrente, carenze di carburante e medicinali, calo dell’attività industriale e turistica, cancellazioni di voli, restrizioni ai trasporti e riduzione dell’orario di lavoro e scolastico. Castro ha governato Cuba per cinque decenni, dal 1959 fino a quando nel 2008 ho ceduto la presidenza al fratello, organizzando enormi manifestazioni e pronunciando discorsi della durata di diverse ore. E’ rimasto una figura influente fino alla sua morte, nel 2016. Fidel Castro Ruz nacque il 13 agosto 1926 nella Cuba orientale, in una regione caratterizzata storicamente da grandi piantagioni di canna da zucchero. Lì suo padre, un immigrato spagnolo, lavorò inizialmente reclutando manodopera per le aziende zuccheriere statunitensi e in seguito costruì una propria prospera piantagione. Poco dopo essersi laureato in giurisprudenza, iniziò a impegnarsi politicamente. Nel 1953, Castro e oltre 100 compagni attaccarono la caserma Moncada a Santiago de Cuba, nel tentativo fallito di rovesciare il dittatore Fulgencio Batista. Castro fu catturato e successivamente liberato, quindi andò in esilio in Messico. Tornò a Cuba insieme ad altri ribelli e avviò una guerriglia che culminò nella caduta di Batista nel 1959 e nella sua ascesa al potere. Castro trasformò radicalmente Cuba attraverso la riforma agraria, una massiccia campagna di alfabetizzazione e la nazionalizzazione delle imprese private, politiche che portarono il suo governo allo scontro con gli Stati Uniti. In tutta l’America Latina e nei Paesi in via di sviluppo, divenne un simbolo dei movimenti anticoloniali e rivoluzionari. Le sue politiche alimentarono anche una forte opposizione, inizialmente tra i cubani più ricchi, molti dei quali fuggirono negli Stati Uniti, e successivamente tra coloro che si opponevano al monopolio del potere politico esercitato dal Partito Comunista. “È una figura controversa”, ha affermato lo storico Manuel Cuesta Murúa, presidente del Consiglio per la Transizione Democratica a Cuba, organizzazione di opposizione. “Non c’era alcuna giustificazione per sacrificare le libertà. Non c’era alcuna giustificazione per impedire al resto del popolo cubano, e alla diversità e al pluralismo politico del Paese, di esprimersi”, ha detto Cuesta, “Questo ha creato una frattura le cui conseguenze viviamo ancora oggi”. Per molti giovani cubani, Castro rimane un’icona, ma la sua influenza è meno immediata rispetto alle generazioni più anziane che hanno vissuto sotto la sua leadership.

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