Roma Capitale

“Cubo magico” per conservare al fresco la droga. Pusher arrestato dalla Polizia di Stato. Oltre mezzo chilo di droga sequestrata, suddivisa in 12 mila dosi da smistare con ordinativi “in cripto” tramite applicazioni di messagistica istantanea

Stazionava in strada nei pressi della sua abitazione, in attesa del cliente di turno. Il suo fare guardingo non è sfuggito, però, agli agenti della Polizia di Stato che lo hanno arrestato ritenendolo gravemente indiziato del reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Tutto è iniziato in via di grotta Perfetta, dove i poliziotti del VIII Distretto Tor Carbone lo hanno intercettato. Sottoposto a controllo, il giovane, un ventitreenne romano, ha subito consegnato loro due involucri contenenti sostanza stupefacente. Il suo atteggiamento, apparentemente collaborativo, non ha convinto però gli agenti, che lo hanno riaccompagnato fino al pianerottolo di casa, all’angolo della via. Una volta entrati nell’abitazione, il loro sguardo si è subito concentrato verso un piccolo frigo a forma di cubo, riposto sotto la scrivania della camera da letto. All’interno, custoditi “al fresco”, c’erano circa 480 grammi di hashish e marjuana, suddivisa in panetti, oltre a una decina di sigarette preconfezionate alla marjuana. Altri 100 grammi di marjuana, ancora, erano conservati in un barattolo di vetro posto a mo’ di suppellettile sul comodino. A “vista” sopra la mensola di una libreria, invece, erano esposte centinaia di banconote di piccolo taglio, per un valore complessivo di circa 5.000 euro, tenute insieme da un elastico. Gli approfondimenti tecnici effettuati sul posto sul suo telefono cellulare hanno poi permesso di risalire ad un’applicazione di messaggistica dove erano archiviati dei messaggi criptati, verosimilmente riconducibili alla sua attività di spaccio. Al termine degli accertamenti, per il giovane è scattato immediatamente l’arresto, successivamente convalidato dall’Autorità Giudiziaria con l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari. Si precisa che le evidenze informative ed investigative descritte attengono alla fase processuale delle indagini preliminari e che, pertanto, l’indagato è da considerarsi non colpevole fino a sentenza passata in giudicato.

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