di Giuseppe Onorati
La nostra civiltà è imperniata su un cardine fondamentale, la persona e la nostra Costituzione ha recepito questa centralità della persona, garantendo soprattutto il principio dell’uguaglianza sostanziale. Questo elemento ha contraddistinto il più alto grado a cui fino ad ora si sia espressa la civiltà occidentale, quello della società del Welfare, del Benessere, inteso come obiettivo che trascenda la mera ed astratta uguaglianza formale dei cittadini, per impegnare lo Stato ad intervenire ove effettivamente il cittadino, che prima d’ogni qualificazione è una persona, viva una condizione che ne limiti la libertà e ne eroda la dignità.
Un grande impegno di giustizia inscritto nel codice genetico della nostra comunità politica, che però, negli ultimi anni, per vincoli esterni scellerati e conseguenti politiche austere, sta subendo attacchi che mettono a rischio di regressione la nostra civiltà.
Spesso questo rischio si concretizza in servizi non erogati o parzialmente erogati, limiti minimi per accedere ad assistenza spostati con drammatica assurdità in alto ed addirittura revoche di prestazioni assistenziali, sintomatici più di una ossessiva volontà di parsimonia, dettata dall’austerità, che da condizioni reali non giustificanti l’assistenza. Ogni prestazione ha il significato di un diritto, di tutela della dignità di una persona, che vive condizioni difficili, per sopportare le quali ha bisogno di un sostegno, senza il quale aggrava la propria situazione e quella delle propria famiglia, su cui è scaricato il problema.
Una grave situazione, che rischia di essere ascritta a tale categoria problematica, è quella del piccolo Anas, il bambino di sette anni, che lo scorso 18 Settembre è precipitato dal terrazzo della scuola De Amicis di Voltri (Nella foto), a Genova, facendo un volo di circa sei metri, con conseguenze devastanti. Ha riportato una grave lesione cerebrale, con uno stato di coscienza molto basso, perdita di mobilità e controllo dei quattro arti, severe difficoltà a deglutire in autonomia e perdita della vista all’occhio sinistro, necessitando di completa e continua assistenza.
Quella mattina del 18 Settembre scorso, Anas non si sarebbe dovuto trovare su quel terrazzo, esposto ad un rischio così grave. Anas è un bambino interessato da spettro autistico e certamente ci sono state delle gravi responsabilità per averlo lascito solo, fino al raggiungimento del terrazzo, dove si è verificato il drammatico evento.
La Procura di Genova sta indagando e già dodici persone, fra corpo docenti e dipendenti dell’amministrazione scolastica, sono stati iscritti nel registro degli indagati: ai docenti si contesta l’abbandono di minore aggravato dalle lesioni, ai secondi l’avere con ritardo fornito la documentazione attestante la condizione in cui versava Anas, per la quale risultava necessaria una stretta sorveglianza.
Dopo dei mesi fra terapia intensiva al Gaslini di Genova ed una struttura per la riabilitazione in Lombardia, Anas è ritornato a casa la scorsa Primavera ma da quel momento sono iniziate le enormi difficoltà per lui e per la sua famiglia, su cui è scaricata l’assistenza. Vive in una casa ed un palazzo non architettonicamente adatti alle necessità di chi versa nelle sue condizioni; ha bisogno di assistenza continua per qualsiasi azione vitale, dalla più banale, alle più complesse e necessità di assistenza infermieristica che a fatica, al momento, sta assolvendo perlopiù la famiglia.
La perizia medico-legale della Procura, dalla relazione sembrerebbe voler porre la causa delle gravi menomazioni riportate da Anas in seguito al trauma della caduta, ad un mero aggravamento di condizioni già alterate dal disturbo autistico, tesi non sostenibile da un punto di vista medico-scientifico, come ha fatto notare la perizia medico-legale della famiglia di Anas. L’autismo al livello diagnosticato ad Anas, comporta delle problematiche di tipo comunicativo, relazionale e cognitive, non di certo le problematiche neurologiche centrali e periferiche che si sono presentate in seguito al trauma della caduta, con le varie disfunzionalità acquisite. Le disfunzionalità che hanno trasformato la vita di Anas e della sua famiglia in seguito all’evento di quel 18 Settembre, sono problemi insorti a causa del violento impatto che il bambino ha affrontato cadendo dal terrazzo scolastico ed in linea con quanto anche affermi la Corte di Cassazione, nella sentenza sul danno biologico differenziale del 2019, non si può ragionare in termini di differenza fra la condizione attuale del bambino e quella antecedente alla caduta; le attuali disfunzionalità di Anas sono nuove e totalmente slegate dal disturbo autistico che c’era anche prima della violenta caduta. Il danno che il bambino ha subito cadendo dal terrazzo della scuola, scientificamente è indipendente da ogni situazione precedente al terribile incidente.
Attendendo che la Giustizia faccia il suo corso, si spera che questo non sia “intaccato” da tendenze di valutazione e di pensiero inclini ad attenzioni di parsimonia. Una vicenda del genere ci parla di un dramma esistenziale e di diritti da garantire. E’ una questione di civiltà.
