di Andrea Maldi
“L’Iran sta cedendo su tutti i fronti. Noi controlliamo lo Stretto di Trump. Lo chiameremo così, e sono sicuro che la leadership iraniana ne sarà entusiasta… Non credo nel concetto di rimpianto riguardo alla guerra in Medio Oriente. Qualcuno me lo ha chiesto. Se dovessi rifarla, agirei esattamente come ho fatto”, lo ha affermato mercoledì scorso il presidente Usa Donald Trump durante il suo discorso alla prima serata dell’evento del Grand Old Party all’American Airlines Center a Dallas, a un paio di mesi dalle elezioni di metà mandato.
Lo speech del Tycoon al congresso, durato circa 2 ore, ha riorganizzato l’agenda della destra conservatrice affrontando vari punti:
- Il crollo dei prezzi della benzina e del petrolio subito dopo le elezioni, scendendo anche sotto i 2 dollari al gallone;
- l’ottimo lavoro della sua amministrazione ha prodotto una crescita economica;
- stabilizzare gli sgravi fiscali;
- sicurezza dei confini intensificando i controlli;
- ha definito i Democratici “estremisti e comunisti”;
- ha mantenuto un pugno di ferro contro Cina e Iran, rivendicando gli interventi militari del suo mandato e blindando il divieto assoluto per Teheran di accedere all’atomica;
- ha celebrato il “Semiquincentennial”, il 250° anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti;
- ha esortato tutti i partecipanti del convegno a coalizzarsi per mettere al sicuro le candidature repubblicane.
Ma ciò che mette in risalto l’ormai ben noto narcisismo maligno di the Donald è la proposta shock di impegnarsi a corrispondere un premio di 5000 dollari a tutti i cittadini statunitensi aventi diritto al voto, nel caso in cui i Repubblicani dovessero conservare la maggioranza sia alla Camera che al Senato dopo le elezioni di novembre.
Sul palco della convention è salito anche il vicepresidente JD Vance che ha ricordato Charlie Kirk, amico e fondatore della potente organizzazione conservatrice giovanile Turning Point USA (TPUSA), tragicamente ucciso il 10 settembre 2025 mentre teneva un discorso nel campus dell’università dello Utah.
“L’ultima volta che ho parlato a una convention era due anni fa, quando ero candidato alla vicepresidenza. Ero nervoso, ma in prima fila c’era seduto il mio amico Charlie Kirk che mi sorrideva… La storia lo ricorderà come un grande uomo, una brava persona”, il commovente messaggio in chiusura di Vance, accompagnato da un filmato su maxischermo che riassumeva l’eredità politica e i passaggi chiave della vita di Kirk.
Foto La Presse
